Fufi piccolo cinghiale buono era stato “adottato” da una famiglia in Canavese ma è stato ucciso da un colpo di pistola di un bracconiere.

Fufi piccolo cinghiale buono la storia

C’era una volta Fufi piccolo cinghiale buono che adorava le coccole e amava gli uomini. Potrebbe iniziare così una bella favola di Natale. La storia di Fufi è, infatti, stata raccontata sui social dal cuorgnatese Marco Maggio e sta diventando virale. “L’avevamo chiamato Fufi. – si legge su Facebook – Un giorno questo piccolino è comparso dal bosco. Si vedeva che era troppo piccolo per stare da solo. Mentre della madre nessuna traccia. Abbiamo iniziato un po’ tutti a tirargli del pane duro. Era, infatti, chiaro che aveva fame. Settimana dopo settimana lui ha capito, quindi, che qui da noi non c’era pericolo. Non volevamo fargli del male. Dapprima un po’ spaventato, è, quindi, diventato poi un coccolone”.

Una grande amicizia

Tuttavia non c’è il lieto fine nella vicenda del cucciolo di ungulato “adottato” da una famiglia in una frazione del Canavese. “Gli piaceva un sacco farsi grattare la pancia. Giocava con i nostri cani. – Si legge sul web – Non so come sia potuto accadere. Quello che prima era “aiutare” un’animale a sopravvivere all’inverno, è quindi diventato un’amicizia profonda. Fufi è riuscito ad entrare nel cuore di tutti nella borgata. Sia per come era tenero. Ma anche per i suoi modi di fare. Lui voleva solo coccole e mangiare. Avrebbe accettato le carezze di tutti, in nostra presenza perché lui si fidava. Ha infatti provato a dare fiducia a quegli uomini che per anni l’istinto gli ha detto di stargli lontano”. La storia di Fufi piccolo cinghiale buono dimostra, soprattutto, che in fondo una convivenza pacifica nel rispetto delle parti può esistere.

Leggi anche:  Cesma partono corsi gratuiti in restauro e tecniche di cantiere

Finale amaro

Purtroppo non siamo nelle favole e manca l’happy end nel racconto della vicenda di Fufi piccolo cinghiale buono. “La fiducia di Fufi è stata tradita mercoledì 22/11/2017. Da quegli uomini di cui lui si fidava – scrive Marco – Poco importava a lui che avessero una tuta mimetica e che imbracciassero un fucile. Per lui erano umani. Un colpo fortissimo, quindi. Anche troppo vicino alle case. La mia ragazza esce per andare dove è stato con noi tutta la mattina. Tuttavia niente. Del nostro piccolo amico non c’è più traccia. Lo chiama ma niente- Io cerco nel bosco il giorno dopo ma niente. Da quel giorno non l’ho più visto”. L’ultimo appello di Marco: “Non commentate con insulti verso i cacciatori. Infatti sarebbe troppo facile. Mettete invece un cuore o scrivete un commento per Fufi. Perché lui quello che voleva era amore e coccole, Ed è quello che deve ricevere”.