Luca Cortese riconfermato dal congresso di Ivrea.

Luca Cortese riconfermato

Si è tenuto lo scorso 23 febbraio il congresso UIL a Ivrea che ha eletto il nuovo Consiglio Confederale Territoriale, il Segretario Generale Territoriale, la nuova Segreteria e la Direzione. Luca Cortese è stato riconfermato alla guida della Camera sindacale della Uil del Canavese

I risultati ottenuti negli ultimi anni

«Nei quattro anni trascorsi – scrive Cortese nella sua relazione – la UIL del Canavese ha saputo incrementare ulteriormente la propria presenza sul territorio e ha provveduto a rafforzarla là dove già c’era; penso all’acquisto della nuova sede di Castellamonte, più bella, ampia e funzionale e all’apertura delle nuove sedi di Cuorgnè, Strambino, San Giorgio Canavese e  San Giusto Canavese (dal 28 febbraio, ndr)».

Un’esperienza unica, l’attività sindacale, per Cortese

«Personalmente l’attività sindacale svolta in questi anni è stata l’esperienza più ricca, complessa, incredibile ed istruttiva vissuta sin qui nella mia vita, seconda soltanto a quella dell’essere diventato padre».

Redistribuire la ricchezza

«Soltanto redistribuendo ricchezza, consentendo alle persone di incrementare il proprio tenore di vita ed i propri consumi sarà possibile una crescita stabile dell’economia e dell’occupazione. Diversamente assisteremo al gonfiarsi delle quotazioni dei beni finanziari ma non, parallelamente, ad un incremento sensibile della buona occupazione e della ricchezza e del benessere reali e diffusi».

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Il nostro territorio deve fare sistema

«E’ da decenni che in Canavese continuiamo a parlare di problemi infrastrutturali mai risolti come il famoso Ponte dei Preti che collega il Canavese Orientale con quello Occidentale o l’elettrificazione della linea ferroviaria Ivrea-Aosta, insieme al raddoppio selettivo dei binari della stessa nel tratto Ivrea-Chivasso. Oppure il nuovo ospedale di Ivrea o, in un passato recente, l’Ospedale unico del Canavese, altra grande occasione mancata. Tutte queste incompiute devono ricercare la ragione del proprio fallimento nell’incapacità di fare sistema di questo territorio».