Premiati ospedali. Si è svolta questa mattina a Roma la cerimonia di premiazione della rete “Bollini Rosa“. Si tratta di un riconoscimento per strutture ospedaliere che si sono distinte per la loro offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie femminili, con particolare attenzione alle esigenze delle donne.

Premiati ospedali con il riconoscimento “Bollini Rosa”

306 strutture in tutta Italia che per il biennio 2018-2019 beneficeranno del riconoscimento dell’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda).
Gli ospedali canavesani, come già nei bienni 2014-2015 e 2016-2017, hanno ottenuto l’importante riconoscimento. Due “Bollini Rosa” per gli ospedali di Ciriè e di Ivrea, uno per l’ospedale di Chivasso.
L’Asl To4 è stata dunque candidata al bolllino d’oro per la Breast Unit, l’unità di senologia che è parte integrante e attiva della Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta, e le strutture di Ostetricia e Ginecologia.

Criteri di valutazione

Tre i criteri di valutazione con cui sono stati giudicati gli ospedali candidati.

  • la presenza di aree specialistiche di maggior rilievo clinico ed epidemiologico per la popolazione femminile.
  • l’appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici.
  • l’offerta di servizi rivolti all’accoglienza e presa in carico della paziente, come la telemedicina, la mediazione culturale, l’assistenza sociale.
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Sono dunque questi i criteri di valutazione che hanno consentito agli ospedali di i “Bollini Rosa”.

Il commento del Direttore Generale dell’ASL TO4 Lorenzo Ardissone

“Questo riconoscimento – dichiara il Direttore Generale dell’ASL TO4, dottor Lorenzo Ardissone – ancora una volta premia tutti gli operatori della nostra Azienda. Ogni giorno si impegnano con competenza, dedizione e passione, pur tra le difficoltà, a garantire servizi efficaci, appropriati e integrati per la salvaguardia della salute femminile”. “E premia anche – aggiunge il Ardissone – la volontà dell’Azienda di continuare a investire in termini di strutture e risorse in un settore strategico e delicato per le famiglie e per l’intera collettività come quello del materno infantile”.