Ciriè: Devesi dice addio a «Renè».

Ciriè: Devesi dice addio a «Renè»

L’addio a René dalla comunità di Devesi. Renato Caudera si è spento mercoledì 24 gennaio, all’età di 74 anni. Nell’abitazione di località Sant’Anna, in seguito a una lunga malattia. Tutti lo ricordano come lo storico gestore della Società Operaia insieme alla moglie Mariuccia, coadiuvato dai figli Giuseppe, Antonio, Marina e Daniele. Raccontano i figli: “Nostro padre era una persona socievole. Aveva moltissimi amici ed era fatto per stare in compagnia”. Renato lavora per parecchi anni alla Semes di Robassomero, come addetto alla guida delle betoniere. Nel 1990 decide di prendere in gestione la Società Operaia di Devesi.

Il ricordo dei figli

Raccontano i figli: “Ha rinnovato i locali a sue spese, riconvertendo gli spazi per farne una trattoria. Nostra madre stava ai fornelli, mentre lui era sempre a contatto con i clienti. Fino al 1994 abbiamo anche avuto in gerenza un piccolo negozietto, chiuso alcuni anni dopo”. Dal 1995 al 2002 Renato svolge la propria attività di ristoratore al bocciodromo di Ciriè. Qui parecchi socio della bocciofila hanno potuto apprezzarlo e conoscerlo. Dal 2005 al 2009, infine, ritorna per la seconda volta a Devesi per, poi, chiudere la propria attività lavorativa.

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Era anche nel gruppo Alpini di Robassomero

Aggiungono i figli: “ Nel tempo libero nostro padre frequentava diversi gruppi della zona. Per anni è stato iscritto, infatti, al Gruppo Alpini di Robassomero, agli “Amici dei Tornetti di Viù” ed è stato socio della cooperativa devesina. Inoltre, per un certo periodo, negli anni ’90, è stato donatore del sangue per il gruppo Fidas Ciriè-San Carlo. Recentemente, ancora, ha frequentato i centri anziani di Balangero e Lanzo”. I familiari ringraziano tutti coloro che con scritti, parole di conforto e presenza ai funerali di venerdì 26 gennaio sono stati vicini alla moglie, ai figli, alla sorella Lidia e agli adorati nipoti Sara, Stefano, Giulia, Elisa, Davide e Luca. Un ringraziamento particolare va alla dottoressa Ida Chiadò Cutin e ai reparti di medicina degli ospedali di Ciriè e Lanzo per le cure prestate.