Maltrattamenti in famiglia. La testimonianza della moglie-vittima fa assolvere il marito accusato di lesioni personali e maltrattamenti.

Maltrattamenti in famiglia

Si è concluso con un’assoluzione il procedimento a carico di un pensionato di 69 anni, di Corio, denunciato dalla moglie per lesioni personali e maltrattamenti in famiglia. Durante l’udienza di venerdì 30 marzo è stata sentita come testimone la moglie, che aveva già ritirato la querela per lesioni.

La testimonianza della donna

La donna, sposata da più di quarant’anni con l’imputato, che era stato anche sottoposto a misura cautelare, ha raccontato di essere sempre stata molto gelosa del marito. A causa di tale gelosia, anche secondo la versione fornita successivamente dall’imputato, ci sarebbero state delle liti violente tra i due.

I carabinieri

Uno dei Carabinieri intervenuti presso la coppia ha raccontato che la signora si era recata due volte in caserma per raccontare una serie di episodi: da lì erano partite le indagini, con la ricerca di testimoni e di documenti sanitari. In un caso la donna presentava tumefazioni alle articolazioni di gambe e braccia e in un altro caso alla mano: secondo la donna i lividi erano dovuti al lancio di oggetti da parte del marito.

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I vicini

Uno dei vicini ha raccontato di aver sentito inveire in piemontese il pensionato, ma aveva pensato che si rivolgesse ad uno dei cani, mentre una vicina una volta aveva udito le voci alterate dei coniugi. In un’occasione, durante l’estate prima della denuncia del settembre 2017 che ha portato all’avvio delle indagini, la moglie dell’imputato le avrebbe anche confidato che il marito la insultava.

La deposizione del marito

L’imputato ha fornito la sua versione dei fatti sostenendo che la moglie era molto gelosa della badante di sua madre e che, quando tornava a casa, spesso lo aggrediva, anche con un bastone: in quelle occasioni lui si era difeso, lanciando degli oggetti, altrimenti non si sarebbe mai comportato in quel modo.

La sentenza

La testimonianza della moglie, che ora rivuole il marito con sé, ha pesato sull’assoluzione finale e la fine della misura cautelare, anche se il pubblico ministero aveva chiesto comunque una pena ad un anno e cinque mesi.