Villa del Boss in fiamme, dopo l’episodio arriva la presa di posizione dell’Amministrazione comunale di Castellamonte che esprime piena solidarietà al Comune di San Giusto Canavese.

Villa del Boss confiscata

Dopo quanto accaduto alla villa del Boss Assisi, confiscata e data per fini sociali ingestione a Libera, arriva la presa di posizione dell’Amministrazione comunale di Castellamonte. “Il 30 maggio scorso un rappresentante dell’amministrazione di Castellamonte aveva partecipato alla manifestazione organizzata da Libera a San Giusto, nella villa confiscata a Nicola Assisi, narcotrafficante latitante in Sudamerica che rifornisce gli spacciatori della ‘Ndrangheta. Crediamo che quella partecipazione fosse utile per dare un segnale. Per ricordare e ricordarci chequesto territorio è spesso fertile per la criminalità organizzata, che può agire indisturbata lontano da occhi indiscreti”.

Atto intimidatorio

“C’eravamo per dare un segnale contro quel mondo scoperchiato dall’operazione Minotauro del 2011” continua nel suo comunicato stampa l’Amministrazione guidata dal sindaco Pasquale Mazza. La villa del boss finita in fiamme ha fatto e fa discutere. “Abbiamo invece appreso i recenti atti avvenuti all’interno della villa. Dove i lucchetti sono stati tranciati. E pareti interne date alle fiamme, con bombole di gas lasciate al centro di due stanze come avvertimento. Atti di intimidazione mafiosa” aggiungono dall’Amministrazione della città della ceramica.

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Piena solidarietà a San Giusto

“Per questo come amministrazione esprimiamo piena solidarietà al comune di San Giusto. Saremo presenti ufficialmente il 16 giugno alle iniziative già in programma nella villa del Boss. Perché quella villa è un simbolo. Ma anche i simboli sono importanti in questa battaglia. Per dire chiaramente da che parte stiamo. E quindi da che parte è necessario andare per risollevare tutto il Canavese: la parte della legalità.” chiosano da palazzo Antonelli.