La polenta concia è un must della cucina valsesiana. Questa è composta di piatti sostanziosi, corposi, tipicamente votati al periodo invernale. Ed è impossibile non prendere in considerazione la polenta concia, altra grande protagonista della tavola del territorio. Un piatto tipicamente portato per le basse temperature ma che può essere consumato durante tutto l’anno.
La sua preparazione è piuttosto semplice: serve una polenta morbida a cui, poco prima della fine della cottura, vadano aggiunti del burro e della toma tagliati a dadini. Il passo è breve: mescolando con vigore si otterrà un’amalgamata sinfonia di sapori in grado di affascinare ciascuno di noi.

La polenta concia e… i capunèt

Il resto è questione di servizio: la polenta concia va portata in tavola fumante, ancora molle e ricoperta dal burro fuso, praticamente annegata. Se volete lasciar in disparte per una volta sua maestà la toma, potrete anche utilizzare fontina, taleggio, bitto, scimudin oppure gorgonzola. Il risultato sarà comunque ottimale. Non è difficile poi trovare i capunèt, altro piatto tipico della tradizione valsesiana. Stiamo parlando di involtini di foglie di invidia (o verza) riempita di un trito di mortadella (oppure si possono usare gli avanzi di carne dei pasti precedenti ), aglio, cipolla e pane ammollato nel latte. A completare il quadro sono burro, brodo e vino bianco. E il dado è tratto.

Le patate masarai

Un ipotetico trittico di piatti tipici valsesiani va in archivio con le patate masarai: servono porri, pancetta, latte e ovviamente patate tagliate a dadini. Dopo il soffritto di porri e pancetta si aggiunge il resto, da far cuocere per un’ora e mezza.