Oltre il reticolato, storia lezione speciale per 40 studenti.

Storia lezione speciale per 40 studenti

Uno spettacolo speciale per gli studenti della Casa di Carità Arte e Mestieri di Ivrea. Si tratta, infatti, dello spettacolo Oltre il reticolato a cui hanno assistito gli studenti della classe prima e seconda del corso di Operatore Amministrativo Segretariale, indirizzo informatica gestionale, della sede eporediese di Casa di Carità Arti e Mestieri. Martedì 7 novembre, per ricordare i 100 anni dalla diffusione del bollettino della disfatta di Caporetto, i circa 40 ragazzi hanno assistito alla performance del canavesano Davide Mindo.

Arte e Mestieri

Con lo spettacolo alla Casa carità arti e mestieri, quindi, gli studenti hanno potuto partecipare ad una lezione speciale. Ascoltare le ragioni di Gavrilo Princip, l’assassino dell’arciduca Francesco Ferdinando, direttamente dalle sue labbra. Sentire la dichiarazione di guerra letta da Vittorio Emanuele III. Seguire un ufficiale mentre scrive la sua ultima missiva ai genitori prima della battaglia. Esser parte dell’entusiasmo per il Bollettino della Vittoria. Tutti i personaggi, le spiegazioni storiche sono stati interpretati da Mindo. Per la lezione di storia speciale sul palco anche Riccardo Bonsanto che, chitarra alla mano, ha interpretato le canzoni che hanno fatto da colonna sonora alla guerra: dal Canto degli Italiani (l’Inno di Mameli), passando per “La Tradota che parte da Torino”, fino a “Il Piave mormorava”.

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Oltre il reticolato

Oltre il reticolato è stata una lezione speciale. Ha fatto partecipare i ragazzi, alleggerendo le parti più drammatiche con qualche battuta da “avanspettacolo”, per mantenere sempre viva l’attenzione della platea. Ieri è stata la seconda volta, infatti, che lo spettacolo è stato presentato ai ragazzi di Casa carità arti e mestieri. Due anni fa vi assistettero quelli che oggi sono allievi di terza e quarta. «È una possibilità che Davide ci ha voluto di nuovo offrire – spiega la direttrice del centro di Ivrea Elena Viretto – e che ho accolto con entusiasmo. Ritengo sempre utile che i giovani possano avvicinarsi all’arte, vedere dal vivo uno spettacolo. Se poi questo spettacolo ricorda chi è vissuto prima, parliamo ormai dei loro trisavoli, è ancora più utile: è un modo per insegnare la storia facendola, in un certo modo, vivere direttamente».