Il giovane imprenditore agricolo valligiano racconta un pò di sè

Groscavallo. Voce tra i nuovi giovani che vivono del proprio lavoro in montagna, Andrea Barbiso, imprenditore agricolo, ma come più si definisce, un appassionato, ha parlato al convegno “Agricoltura di Montagna e nel suo significativo intervento ha detto: «Spero di essere portavoce delle altre realtà che sono qui fuori e presenti. La mia è una piccola azienda modesta, ci lavoro da solo, mi trovo a lavorare con gli animali e a vendere i prodotti in primo campo anche se si dovrebbe uscire un pochino, ma le difficoltà burocratiche sono ancora un po’ troppo complicate. Io rappresento un’azienda che lavora con le api e ho un piccolo reddito». Le api rientrano in una vera produzione zootecnica, continua Barbiso: «Sono apicoltore dal 1992, mi reputo e sono un pastore delle api e le porto al pascolo e sono allevatore così come tanti altri e spesso con le Associazioni di categoria chi fa apicoltura non viene preso in considerazione, Sono originario di questi luoghi, da parte di mio nonno e opero in una realtà dove non sono nato». E poi in “patois” Andrea Barbiso ha aggiunto: «Parlen d’evie a nosta moda, anche io faccio parte del paniere, mi sposto con 150 arnie, le porto in pianura e in montagna d’estate. E’ difficile ottenere un buon reddito ma rimaniamo in piedi e operiamo qui tutto l’anno. Ultimamente l’apicoltura è un fenomeno che si sta ingrandendo nel momento estivo con un gran numero di alveari, sono tremila in Valle in pochi chilometri. Chi è sempre presente ha delle difficoltà e quando si spostano con le arnie qui in Valle è in modo esagerato. Perciò spiega il giovane: «Occorre tutelare gli apicoltori locali, lavoriamo con la razza locale e questo spesso non è fattibile perché c’è tutta questa importazione di alveari». Presente tra i giovani allevatori nella tensostruttura del convegno nel piazzale 8 Villaggi anche Mattia Turinetti, presidente dell’Associazione Allevatori della capra grigia delle Valli di Lanzo. I prodotti delle aziende agricole locali sono stati offerti dalla Pro Loco in una degustazione a base di toma d’alta valle, salame di turgia, marmellate, miele, sapori che hanno deliziato i palati di tutti i partecipanti giunti per l’occasione in montagna in tutta la loro freschezza e genuinità.