Alice Superiore Lugnacco e Pecco. Il Consiglio metropolitano dà dunque il via libera al progetto di fusione.

Alice Superiore Lugnacco e Pecco

I Comuni di Alice Superiore, Lugnacco e Pecco potrebbero diventare un unico Comune. La delibera della Città metropolitana è infatti arrivata venerdì scorso, 26 gennaio. Il parere è stato unanime: i 10 Consiglieri presenti hanno dunque tutti votato parere favorevole al progetto di fusione dei tre Comuni confinanti, che fanno parte del territorio della Zona omogenea 8 Eporediese. Il condizionale sul futuro dei tre Comuni però è ancora d’obbigo: sul progetto dovrà ora esprimersi il Consiglio Regionale.

Il prossimo passo: garantire continuità

Ora dunque il prossimo passo per l’effettività del’unione è presentare un comunicato ufficiale con una previsione degli effetti conseguenti alla fusione. In particolare bisognerà valutare le conseguenze dell’operazione sul processo di liquidazione della Comunità Montana Valchiusella, Valle Sacra e Dora Baltea Canavesana. E’ necessaria anche una ridefinizione del patto associativo tra il Comune risultante dalla fusione e l’Unione di Comuni Montani Valchiusella. Questo infatti per evitare criticità nella successione di beni, obbligazioni ed eventuale personale dipendente dalle due forme associative.

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Gli interventi dei consiglieri

Il capogruppo della lista “Città di città” di centrosinistra ha affermato che è auspicabile il varo di una legislazione che agevoli l’unificazione delle funzioni amministrative tra Comuni confinanti di piccole o medie dimensioni, salvaguardando l’identità delle comunità locali.
Il Consigliere metropolitano delegato allo sviluppo montano, pianificazione strategica, sviluppo economico, attività produttive e trasporti ha sottolineato che il Consiglio è stato chiamato ad avallare le scelte e le esigenze delle comunità locali.
Il capogruppo della Lista civica per il territorio di centrodestra infine si è associato al plauso ai tre Sindaci di Alice Superiore, Lugnacco e Pecco. Ha poi convenuto sull’esigenza di unificare le funzioni amministrative, soprattutto per i piccoli Comuni, che faticano a garantire i servizi, pur salvaguardando l’identità del “campanile”.