Morti amianto, si riaccende la polemica.

Morti amianto

Si riaccende la il dibattito sull’amianto dopo la sentenza del 18 aprile scorso nel processo sulle morti all’Olivetti quando la Corte d’Appello di Torino ha assolto di tutti i condannati perché “il fatto non sussiste”. Questa sera a Ivrea un incontro sul tema.

Intanto gli esponenti politici del territorio intervengono,

Le dichiarazioni di Francesco Comotto

“Dal nostro punto di vista tutto quanto è accaduto non ha nulla a che vedere con la storia di innovazione industriale e sociale – dichiara Francesco Comotto, candidato di Viviamo Ivrea alle prossime elezioni amministrative – che ha caratterizzato l’azienda di Camillo prima e di Adriano Olivetti poi; quest’ultimo ricordiamo essere mancato nel febbraio del 1960. Nulla ha a che vedere infatti la storia aziendale con eventuali errori o negligenze commesse nel tempo da singole persone per cui ciò che auspichiamo è una giustizia che sappia individuare, senza caccia alle streghe, responsabilità ed eventuali errori o negligenze almeno in nome e in memoria delle vittime”.

Serve prevenzione

“In Italia muoiono mediamente 3.000 persone all’anno per l’amianto – continua Comotto – e nel solo Piemonte circa 250. Servirà investire le necessarie risorse per gli interventi di bonifica e di informazione alla popolazione, ma soprattutto si dovrà attivare, in accordo con le strutture sanitarie e scolastiche un serio piano di prevenzione. E questo non vale solo per la questione amianto, ma anche per tutte le forme di inquinamento ambientale. Serve prevenire perché le patologie legate a questo tipo di cause scatenanti si manifestano solamente dopo anni di incubazione tanto che per l’amianto si prevede un picco di morti nel 2020. Non vorremmo dover aspettare 20 anni per sapere che l’aria malsana che respiriamo oggi sarà la causa di morti che con una corretta prevenzione oggi si sarebbero potute evitare”.

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Il cominicato di Perini e Tarena

“Non possono e non devono esserci impunità davanti alle morti sul lavoro. – si legge nel comunicato congiunto diffuso da Cadigia Perini
Gianni Tarena, esponenti di Ivrea Comune – I processi, le inchieste, devono accertare delle responsabilità, non sancire delle “innocenze” come purtroppo in uso in questo paese. E il fatto in realtà sussiste eccome! Il fatto sono le 14 vittime di un lavoro non sicuro anche nella illuminata Olivetti, e altre vittime già aspettano giustizia, e ancora se ne aggiungeranno perché l’amianto è subdolo e ti uccide dopo decenni. Queste lavoratrici e lavoratori sono vittime della disattenzione colposa di chi li ha fatti lavorare con quel talco mortale, la tremolite, un “sottoprodotto” (sic) della lavorazione dell’amianto, anche dopo che la sua pericolosità era nota. Non possono non esserci responsabili, non fu certo capriccio dei lavoratori usare polvere mortale. Nessun principio di precauzione è stato applicato, confermando l’indifferenza verso la sicurezza del lavoro che perdura ancora oggi, come testimoniano i 220 morti dal primo gennaio al 30 aprile di quest’anno, quasi due morti al giorno”.