Prove tecniche di collaborazione su più fronti tra i Comuni di Cuorgnè e Castellamonte

In principio fu la «diplomazia del ping-pong». Lo scambio di visite tra giocatori di Usa e Cina negli anni 70 costituì un momento di distensione nelle relazioni tra le due «super-potenze» mondiali. Più di 40anni dopo, nel «verde» Canavese il «new deal» finalmente collaborativo tra Cuorgnè e Castellamonte ha come minimo comune denominatore non lo sport, ma i gustosi prodotti enogastronomici del territorio. Il «patto della toma», come l’ha ribattezzato sui social il primo cittadino Giuseppe Pezzetto, è molto di più della semplice stretta di mano tra il sindaco cuorgnatese e il collega castellamontese, Pasquale Mazza. E’ una «fonduta» di opportunità e potenziali sinergie. «Intanto un amico Vanni Crisapulli ha voluto farci assaggiare questa toma d’alpeggio rigorosamente alto canavesana – spiega giuseppe Pezzetto – Diciamo che noi all’happy hour preferiamo la merenda sinoira, con prodotti locali. Quindi un incontro tra amici in cui abbiamo anche parlato di possibili concrete sinergie tra due Comuni che sono confinati. Esistono criticità ma anche opportunità che possono essere sviluppate insieme su diversi fronti». Sulla stessa lunghezza d’onda Mazza: «Mai come oggi collaborare è fondamentale. Il Patto della toma è un nome scherzoso, ma è importante fare sinergia, soprattutto tra Comuni confinanti come Castellamonte e Cuorgnè. Serve unire le forze, in più campi, come territorio per non rimanere tagliati fuori».