Leini, è andato in scena lo spettacolo scritto e recitato dagli studenti.

Leini, è andato in scena lo spettacolo scritto e recitato dagli studenti

E’ stato un appuntamento importante, inedito e di grande interesse, quello andato in scena sabato scorso, 16 giugno, al teatro civico «Luciano Pavarotti» di Leini. Per la prima volta in città una classe di studenti di scuola media ha portato alla ribalta uno spettacolo interamente ideato, scritto, impersonato e promosso da loro, senza il supporto di alcuno. Nemmeno dell’insegnante, il docente d’italiano professor Domenico Mungo, che li ha ispirati e sostenuti nel perseguire il loro obiettivo.

Libera compagnia 3ª E sul palcoscenico

E così dal «Laboratorio teatrale ‘900» è nata «Libera compagnia 3ªE» (dell’Istituto comprensivo «Carlo Casalegno»), la quale ha presentato una rappresentazione in tre atti, trattando le dipendenze narrate attraverso generi teatrali differenti. Nel Primo atto, con l’impostazione del teatro classico, la trama ha trattato il femminicidio. Nel Secondo, con la semantica del teatro grottesco, è stata narrata la vicenda di giovani ragazzi in un contesto surrealista. Infine, nel Terzo, con gli occhi del teatro dell’assurdo, è stata portata sul palco una storia bizzarra. «Il Laboratorio teatrale ‘900 – spiega il professore Mungo – nasce dall’amore dimostrato dai ragazzi per il teatro. Che abbiamo trattato sotto l’aspetto didattico approfondendo le implicazioni emotiva, politica, storica, sociale e culturale in esso contenute”

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I ragazzi hanno “osato” raggiungendo i loro obiettivi

“Laboratorio che abbiamo inteso pure come una sorta di dimostrazione.  – prosegue il docente – Non tanto di un talento, quanto di un messaggio da lanciare alla società, intesa come la città di Leini. Alle istituzioni intese come pubblica istruzione e mondo della politica. A dimostrazione che, nonostante le tante difficoltà, la scuola italiana ha la capacità di andare oltre a sé stessa. Grazie all’abnegazione di molti insegnanti e alla volontà dei nostri ragazzi di voler osare e di uscire dalle mura delle classi. E sì, perché i nostri ragazzi, con questo laboratorio, hanno voluto osare, riuscendo a raggiungere appieno il loro intento».