104 candeline per Anna Guglielmino, spente lo scorso 20 febbraio 2019 a Montalenghe attorniata dall’affetto dei suoi cari.

104 candeline per Anna Guglielmino

Una piccola festicciola in famiglia nella sua casa di via XX Settembre 1 a Montalenghe ha attorniato di tanto calore Anna Guglielmino che ha raggiunto lo scorso 20 febbraio il traguardo dei 104 anni: il figlio Adolfo, il nipote Marco, il dottor Giuseppe Bessolo con cui condivide l’amore per la musica.

L’infanzia di Anna

Anna, nata una mattina del lontano 20 febbraio 1915 dai suoi cari genitori Franceschina Meinardi e Battista Guglielmino, era stata la prima dell’anno a Montalenghe. Per lei le scuole elementari in paese, quindi una vita semplice di lavoro nei campi fra semina di granoturco, cura dei vigneti e dei prati di proprietà; inoltre, all’epoca la famiglia aveva molti animali (mucche, galline, conigli, torelli). Allora la famiglia abitava in corso Meinardi, in una piccola ma accogliente casa, dove tutto veniva prodotto in proprio per tirare avanti: dal formaggio al buon vino rosso, dalla carne alle uova. Un’epoca diversa, dove il duro lavoro dei campi e l’allevamento del bestiame recava alle famiglie il sostentamento quotidiano per tutto l’anno.

Il matrimonio con Giovanni

Il 23 settembre del 1934, neppure ventenne, si sposava con Giovanni Guglielmo (classe 1910), proseguendo la sua esistenza fra campagna, cura della famiglia e la grande gioia per la nascita del figlio Adolfo. Per lei sempre una vita semplice, cercando di mantenersi in salute, con l’affetto della sua famiglia accanto da sempre. Nell’attuale residenza fin dagli anni Sessanta, anche un simpatico aneddoto che viene alla mente degli anni della guerra sul marito Giovanni: era stato fatto prigioniero in Francia e trasferito in campi di concentramento in Germania per almeno 3 anni, col giorno del suo ritorno contraddistinto da una grande gioia per tutti al poterlo riabbracciare con la notizia giunta in casa che era già ad Orio. Giovanni che poi si era ammalato e che nel 1985 era stato richiamato dal Padre Celeste.

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Un targa donata dal sindaco

Per queste 104 candeline, Anna ha ricevuto anche una targa speciale dalle mani del sindaco Valerio Grosso, a nome di tutta la popolazione, sulla quale una bella frase recitava: ”Saper invecchiare è il capolavoro della sapienza e uno dei più difficili capitoli della grande arte di vivere”. Anna che quel giorno era allegra, con in cuor suo sempre le adorate canzoni che amava cantare: Piemontesina bella, Madonnina dai riccioli d’oro