Il 9 agosto entrerà in vigore il cosiddetto “Codice Rosso”, la nuova legge in materia di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale, corruzione di minorenne, atti persecutori, lesioni personali aggravate da legami familiari. Servizio dei colleghi delanuovaprovincia.it

Che cosa prevedono le nuove norme?

Intanto che ci sarà un anno di tempo per denunciare le violenze sessuali che saranno punite con pene dai 6 ai 12 anni (oggi la pena minima è 5 anni e la massima 10 anni). Giro di vite per la violenza nei confronti dei minorenni. Per i minori di anni 14 è aggravata e le pene arrivano a toccare di 24 anni.

Corsia preferenziale

Un altro aspetto è quello che istituisce una “corsia preferenziale” per questi tipi di reati, con una riduzione sensibile dei tempi della giustizia.
A fronte della denuncia, il pm ha l’obbligo di sentire la persona offesa entro tre giorni e la polizia deve procedere senza ritardi nelle indagini, dando la priorità ai reati elencati nel Codice Rosso e riferendo immediatamente al pm ogni informazione su condotte violente o persecutorie contro le donne che debbano verificarsi nel corso dell’accertamento dei fatti. A questo proposito la nuova legge fornisce strumenti “attivi” per evitare l’avvicinamento dell’aggressore alla parte offesa attraverso mezzi di controllo tecnologici come, ad esempio, il cosiddetto “braccialetto elettronico”.
Introdotto anche l’obbligo di comunicare alla vittima e al suo avvocato la scarcerazione dell’aggressore cui la parte lesa può opporsi.

I nuovi reati

La nuova legge introduce anche nuovi reati.
Uno è quello che sanziona il “revenge porn”, sempre più diffuso. Riguarda l’ex che, per vendetta, diffonde foto e filmati intimi. La legge recita che riguarda «chiunque invii, consegni, ceda, pubblichi o diffonda immagini o video di organi sessuali o a contenuto sessualmente esplicito destinati a rimanere privati senza il consenso delle persone rappresentate». E’ prevista una condanna da 1 a 6 anni e una multa fino a 15 mila euro. Ma l’aspetto più importante è che il reato è esteso anche a chi riceve il materiale e, a sua volta, contribuisce alla sua diffusione. La pena viene aumentata se i fatti sono commessi da una persona che è stata sentimentalmente legata alla vittima e se la diffusione avviene attraverso strumenti informatici o telematici.

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Nel mirino anche i matrimoni imposti

Altri nuovi reati sono quelli di violazione del divieto di avvicinamento alla persona offesa laddove esplicitamente stabilito da un giudice e i matrimoni celebrati tramite coercizione, in Italia e all’estero, contro la volontà di uno dei coniugi.
E poi arriva anche il reato specifico di “deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso”. Tradotto significa sfregio al volto e si è reso necessario per i sempre più numerosi casi di donne che si sono viste rovinare l’aspetto da getti di acido da parte di fidanzati lasciati o spasimanti respinti o rivali gelose. Questo reato è punito con una pena da 8 a 14 anni.

I giudici devono sapere

Infine, la legge impone che, in presenza di processi di separazione, divorzio, affidamento dei figli, in caso di denuncia per violenza domestica quest’ultima venga immediatamente trasmessa al giudice civile eventuali provvedimenti adottati nei confronti del maltrattante.