Presentato ieri presso la Sala Giunta della Regione il bilancio del numero unico di emergenza 112 in Piemonte.

112 in Piemonte

La centrale unica piemontese, attiva dal gennaio 2017, gestisce quasi settemila chiamate al giorno, rispondendo, nel 66 per cento dei casi, entro 5 secondi. I dati sull’attività del servizio sono stati illustrati ieri, lunedì 11 febbraio 2019, presso la Sala Giunta della Regione Piemonte, a Torino, in occasione della “Giornata Europea del Numero unico 112”.

All’incontro sono intervenuti il presidente della Regione, Sergio Chiamparino, l’assessore alla Sanità, Antonio Saitta, il direttore generale dell’assessorato alla Sanità, Danilo Bono, il dottor Carlo Bui, coordinatore nazionale del Gruppo tecnico a supporto della commissione ministeriale che sovrintende al numero unico112, il prefetto di Torino, Claudio Palomba. In sala anche i rappresentanti della Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, dei Vigili del Fuoco, della Polizia Municipale, del Soccorso Alpino e dell’Emergenza Sanitaria 118, della Città della Salute di Torino e dell’Asl Cuneo 1, gli operatori delle centrali uniche di risposta 112 e delle sale operative degli enti che garantiscono h24 la funzionalità del servizio.

Il commento del presidente Chiamparino

“Voglio esprimere la mia gratitudine a tutti i soggetti che compongono il sistema del 112 – ha dichiarato il presidente Chiamparino – e a tutti gli operatori che garantiscono con il loro impegno l’efficienza del servizio. Si tratta di un progetto pilota in Italia, di cui siamo orgogliosi”. “Il numero unico – ha aggiunto l’assessore Saitta – ha ottenuto un grande risultato: liberare le centrali operative dalle chiamate non strettamente di emergenza. Si è trattato di una forte innovazione, ben recepita dagli utenti, che ha permesso di distribuire meglio gli interventi, attraverso il raccordo e il coordinamento dei diversi operatori”.

La situazione in Piemonte

Nei primi due anni dalla sua attivazione, il 112 ha ricevuto 3.239.000 telefonate. Il 43% di queste, 1.392.000, si sono rivelate inappropriate in quanto semplici richieste di informazione o errori di chiamata.

La presenza del centralino unico ha consentito di filtrare queste chiamate evitando agli operatori un carico di lavoro inutile. Alle centrali di emergenza ne sono state effettivamente girate 1.847.000: il 46% all’emergenza sanitaria 118, il 31% ai Carabinieri, il 13% alla Polizia, il 9% ai Vigili del Fuoco, l’1% alla Polizia municipale della Città di Torino. Alla quasi totalità è stata data risposta immediata. Il tempo di attesa è stato entro i 5 secondi nel 66% dei casi, entro i 10 secondi nell’86%, entro i 20 secondi nel 92%. Per oltre metà delle chiamate (il 56%) l’intero tempo di gestione non ha superato i 45 secondi, mentre nell’86% dei casi è restato entro i 75 secondi. Il dato che meglio attesta il miglioramento avvenuto: prima dell’avvio del centralino unico 112, dal 7 al 9% delle chiamate non riceveva risposta dagli operatori delle rispettive centrali, circa una telefonata su 12; ora le mancate risposte rappresentano l’1,8% del totale, una su 55.

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Nuovo sito e App

La Giornata Europea del 112 è stata anche caratterizzata dal debutto del sito web 112.gov.it, nel quale si trovano le informazioni sulla genesi e lo sviluppo del servizio, il suo funzionamento e le modalità di utilizzo. Ci sono anche indicazioni sulla normativa di riferimento, sulle centrali uniche di risposta, uno spazio dedicato alle news.

E nelle Regioni dove sono attive le centrali uniche è possibile accedere al 112 anche attraverso la App ‘Where Are U’: quando si fa la chiamata d’emergenza, vengono inviati automaticamente all’operatore anche i dati sulla localizzazione del chiamante. L’App può essere utilizzata anche se non si è in condizioni di parlare: si seleziona il tipo di soccorso di cui si ha bisogno e l’operatore riceve una chiamata muta con le indicazioni. In caso di mancata copertura della rete dati, la localizzazione avviene tramite Sms. Ad oggi il 112 è attivo in Friuli Venezia Giulia, Lazio (prefisso 06), Liguria, Lombardia, Piemonte, Sicilia orientale, Valle d’Aosta e nelle Province autonome di Trento e Bolzano.