Class action dei pendolari della Canavesana. Tanto pubblico, molti pendolari esasperati, diversi rappresentanti delle amministrazioni comunali canavesane toccate direttamente dai problemi legati ai disservizi che caratterizzano la tratta ferroviaria che porta a Torino.

Class action

La serata di giovedì 31 gennaio, andata in scena presso il salone «Don Manavello» di Bosconero, ha ribadito che la misura è a dir poco colma. E che, a questo punto, serva qualcosa di concreto, di deciso e diretto per fare sì che la situazione giunga il prima possibile ad una svolta. L’incontro con i rappresentanti del Centro Per i Diritti del Cittadino di Torino, che ha fatto seguito a quello della settimana prima a Chieri (molto meno partecipato, a detta degli organizzatori) è servito a gettare le basi al fine di dare vita ad una «class action», o meglio ad un’azione collettiva, per aprire un contenzioso nei confronti della GTT, cioè l’azienda che si occupa della gestione della tratta ferroviaria SFM1.

Codici Torino

«L’idea è quella di dare vita, con l’aiuto dei pendolai, ad una struttura che sia in grado di monitorare il servizio – ha spiegato Ermanno Gariglio di Codici Torino – per poi denunciare ogni inadempienza, almeno fino a quando il servizio, finalmente, sarà in grado di soddisfare le esigenze di chi ne usufruisce. Si tratta di un lavoro piuttosto ampio, però che attraverso il contributo del gruppo che andremo a creare insieme ai pendolari arrivi ad una soluzione adeguata». Soprattutto perché le lamentele sono tante e continue. Basta sentire le voci di Valentina e Luca di Rivarolo, oppure di Giorgia di Locana, ma anche dei castellamontesi Giampiero e Laura, oppure della cuorgnatese Patrizia: sono solo alcuni delle centinaia di persone che ogni giorno combattono con i problemi legati a questa linea.

Lamentele dei pendolari

«I ritardi sono continui, con una media che è di circa 30 minuti per ogni tratta – spiegano i pendolari che stanno seriamente vagliando l’ipotesi della class action – Che dire poi dei problemi legati alle lunghe soste senza spiegazione alcuna. Oppure ai guasti, che ci obbligano a stare fermi in ogni dove, anche in questo caso restando totalmente allo scuro di ciò che accade. Purtroppo paghiamo abbonamenti anche importanti, con delle riduzioni, a titolo risarcitorio, che sono ben distanti dai problemi che affrontiamo. Senza contare, infine, che corriamo il rischio di giungere in ritardo alle lezioni od agli esami, mentre c’è chi vede il posto di lavoro in forse, oppure deve recuperare le ore perse perché il treno non arriva mai a destinazione». Anche gli amministratori che sono intervenuti hanno fatto sentire la loro voce. A partire dalla «padrona di casa», Paola Forneris, primo cittadino di Bosconero, al vice sindaco di San Benigno, Giorgio Enrico Culasso, nonché al borgomastro di Feletto, Stefano Filiberto.

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Amministratori comunali

«Ci siamo rivolti e continuiamo a farlo costantemente – ha detto proprio la Forneris – agli enti competenti per rimarcare che tale situazione va risolta. Sicurezza della linea, velocità dei mezzi, qualità degli stessi, ritardi e disservizi, argomento che abbiamo trattato e stiamo costantemente trattando. Perché una soluzione è necessaria». Pure Federico Valetti, consigliere Regionale del Piemonte per il Movimento 5 Stelle, ha voluto esprimere il proprio pensiero e dare ulteriori dettagli ai pendolari, in maniera da comprendere cosa fare. A margine, inoltre, c’è chi punta dritto il dito contro la gestione GTT, ovvero Giancarlo Giovannini, consigliere di opposizione a Bosconero: «Si deve giocare una partita su due tavoli ben distinti, purtroppo. Qui sono evidenti delle mancanze da parte di chi deve mandare avanti il servizio e per tale motivo credo che in tal senso si debbano trovare soluzioni al più presto».