Catturato Cesare Battisti, un plauso anche dalle forze politiche canavesane. La cattura del terrorista latitante Cesare Battisti avvenuta sabato in Bolivia, dove si trovava, secondo quanto riportato dalle agenzia di stampa, da diversi giorni con documenti falsi, ha avuto eco anche in Canavese.

Catturato Cesare Battisti, il commento del senatore Pianasso

Il terrorista dei «Proletari armati per il comunismo» Cesare Battisti ha concluso la sua lunga latitanza ed ha fatto ritorno in Italia scortato dagli agenti della Polizia italiana. Indubbiamente si tratta di un grande successo per l’Italia. Il senatore leghista Cesare Pianasso commenta così la sua cattura:

«Alle forze dell’ordine che hanno compiuto questa brillante operazione va il nostro plauso, insieme a quello di tutti i cittadini italiani. E’ la dimostrazione che il vento è cambiato: con la Lega al governo, è finita la pacchia per delinquenti e latitanti – commenta il senatore Cesare Pianasso – Finchè c’era il Pd, Battisti e i figuri simili a lui non avevano problemi, potevano tranquillamente continuare la loro “villeggiatura” all’estero. Ora è tutta un’altra storia. Sono sicuro che le forze dell’ordine avrebbero avuto la possibilità di catturare Battisti anche prima, solo che adesso sono venute a mancare le protezioni internazionali che lo tutelavano. Se ne accorgeranno anche gli altri latitanti che finora hanno vissuto serenamente al riparo dalla legge italiana. Il messaggio che ha lanciato con questa operazione il governo Conte è chiaro: non si sfugge alla giusta pena per i crimini commessi. Giustizia e certezza della pena: sono questi i cardini della linea dettata dal nostro ministro dell’Interno Matteo Salvini».

Voci contro la cattura di Battisti

Non sono mancate alcune voci isolate che si sono espresse contro la cattura e la prossima detenzione del terrorista dei Pac.

«Trovo assurdo che ci sia anche solo una persona onesta che possa prendere le difese di un assassino che non ha mai espresso il benchè minimo pentimento per i suoi crimini – aggiunge il senatore – Così come è vergognoso che in nome di una presunta vicinanza ideologica numerosi intellettuali, o presunti tali, sia in Italia che all’estero nel corso degli anni abbiano preso le difese di Battisti».

Soddisfatto Alberto Torregiani, figlio del gioielliere novarese ucciso nel 1979

“E’ fatta. Credo sia la volta buona”: con queste parole ha commentato l’arresto in Bolivia di Cesare Battisti, Alberto Torregiani, residente a Novara e figlio del gioielliere ucciso nel 1979 dai Pac (il gruppo terroristico di sinistra in Italia proletari armati per il comunismo) in una sparatoria in cui lui stesso rimase ferito e perse l’uso delle gambe.”Forse davvero è una buona giornata”, ha detto parlando con l’Ansa. “Non oso pensare che ora possa trovare un escamotage. Sarebbe da scriverci un libro”. Per ulteriori approfondimenti rimandiamo alla notizia pubblicata dai colleghi del Corriere di Novara.