La casa editrice Altaforte esclusa dal Salone del Libro. Dalle fila della Lega il senatore cuorgnatese, Cesare Pianasso, attacca: «La premiata ditta Chiamparino&Appendino ha compiuto un vero e proprio attacco alla libertà di espressione. E’ un atto vergognoso».

Cesare Pianasso sul caso Altaforte

Il senatore della Lega Cesare Pianasso critica la decisione, presa a poche ore dal taglio del nastro, di escludere la casa editrice Altaforte dal Salone del Libro di Torino. «E’ un vero e proprio attacco alla libertà di espressione da parte della premiata ditta Chiamparino&Appendino, i quali anche in questa occasione hanno rivelato di essere due facce della stessa medaglia – commenta Pianasso – Il loro atto è vergognoso e non ha alcuna giustificazione, visto che, tra l’altro, la presenza di Altaforte era prevista da tempo: solo adesso si sono accorti del suo stand? O forse l’attenzione è nata quando la casa editrice ha dato alle stampe il libro su Matteo Salvini?».

Libro su Salvini

«Da qualunque lato la si guardi, questa vicenda è solo l’ennesima dimostrazione dell’intolleranza da parte della sinistra verso chi non è allineato e schierato dalla sua stessa parte politica. Oltretutto, i libri della tremebonda Altaforte sono in vendita anche nel catalogo on line della «rossa» Feltrinelli, che evidentemente non ritiene quelle pubblicazioni un attentato alla democrazia» aggiunge il senatore cuorgnatese, Cesare Pianasso.

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Salone del Libro

«Nonostante la censura e la conseguente assenza dello stand di Altaforte, le vendite del libro di Chiara Giannini “Io sono Matteo Salvini” sono ottime, al punto che si sta preparando già una ristampa. La circolazione delle idee non si può arrestare, non può farlo nemmeno Chiamparino, la cui presidenza della Regione per fortuna è come le uova: a breve scadenza – afferma ancora il senatore canavesano del Carroccio – E fra i compiti dell’eventuale Giunta Cirio ci sarà sicuramente quello di ridiscutere la formula del Salone del Libro e le risorse ad esso dedicate, visto che la kermesse culturale è stata trasformata in un happening politico della sinistra e dei suoi cosiddetti intellettuali».