Cesare Pianasso: «Bene il ritorno alle diciture padre e madre nelle carte d’identità dei minori. La Rivoluzione del buonsenso passa anche dall’uso delle parole giuste.

Cesare Pianasso

Ha suscitato critiche e polemiche da sinistra il provvedimento voluto dal Governo che prevede il ritorno alla dicitura “padre” e “madre” sulla carta d’identità dei minorenni, in sostituzione di “genitore 1” e “genitore 2”. Tra gli oppositori, anche il sindaco Cinque stelle di Torino, Chiara Appendino, che ha dimostrato una volta di più la sua appartenenza ideologica alla sinistra radicale.

Diciture padre e madre

«La rivoluzione del buonsenso passa anche dal ritorno all’uso delle parole normali, che rispettano la natura delle cose. Non si possono piegare alle esigenze ideologiche le leggi della vita – commenta il senatore Cesare Pianasso – Ma ormai il mondo pare finito in un cortocircuito, per cui un’ovvietà come il fatto che un bimbo viene concepito da un uomo e una donna la si vuol trasformare in un concetto fascista o retrogrado. Ma da due padri, o da due madri, non può nascere nulla».

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Il pensiero della Lega

«La Lega, invece, riafferma i valori che sono alla base della nostra cultura e delle nostre tradizioni – aggiunge Cesare Pianasso – Ed è proprio per questo che il suo consenso cresce sempre di più. Scrivere “genitore 1” e “genitore 2” era un assurdo senza senso, oltretutto perché il numero stesso implica la subalternità di un soggetto rispetto all’altro. Mentre nella famiglia non c’è differenza di valore, ma complementarità tra il papà e la mamma che in egual misura concorrono alla formazione e all’educazione del loro figlio».