Chiamatelo se volete destino…

Chiamatelo se volete destino…

Che cos’è il Destino? È un dio sopra di noi che decide la nostra vita oppure tutto si riduce al Caso? Chiamatelo se volete così… Alessandra Lunghini e Andrea Montagnini di InCentrum a Ivrea hanno riflettuto in questo modo sull’argomento per fornire alcuni spunti di riflessione. Il punto di partenza sono gli antichi Greci, dove affondano le radici della nostra cultura e dove spesso si trovano, nella mitologia e nella sua interpretazione, le risposte ai quesiti profondi sulla natura e sull’esistenza generalmente intesa. Cosa credevano dunque i Greci a proposito del Destino? Per gli antichi Greci il Destino era una certezza.

Dall’antica Grecia

Nulla si poteva fare per modificare ciò che era stato scelto fin dall’inizio. Si poteva solo decidere di vivere rispettando al meglio i propri valori, mostrando a sé e agli altri le proprie ricchezze e capacità. Il mito narra di Er, figlio di Armenio, soldato valoroso morto in battaglia. Il suo corpo, raccolto e portato sul rogo mentre stava per essere arso, si ridestò dal sonno mortale. Egli al suo risveglio raccontò quello che aveva visto nell’aldilà. La sua anima, appena uscita dal corpo, si è unita a molte altre ed è arrivata in un luogo divino dove i giudici delle anime pongono sul petto dei giusti e sulle spalle dei malvagi la sentenza, ordinando ai primi di salire al cielo e agli altri di andare sottoterra. Chi in vita ha commesso ingiustizie è punito con una pena dieci volte superiore al male commesso, mentre le buone azioni sono premiate nella stessa misura. Tutti i castighi inflitti sono temporanei e dopo mille anni le anime si incamminano per tornare sulla terra. Queste percorrono a piedi un’ampia pianura finché non giungono in vista di un arcobaleno e di un fuso sospeso.

Le tre Moire

Lì, le anime si trovano di fronte ad una madre con le sue tre figlie. Sono Ananke e le tre Moire. Ananke è la Necessità, l’antico decreto degli dei. Una figura violenta, inesorabile, che non dà tregua. È la forza avversa, è l’impossibilità che qualcosa sia diversamente da come è. Essa esiste da sempre, fin dalla notte dei tempi. Non ha volto, è un essere incorporeo, le cui estensioni, come braccia immensamente lunghe racchiudono e contengono tutto. Chi ha un volto sono invece le sue tre figlie, che hanno il compito di eseguire il volere di Ananke. Di bianco vestite, siedono in cerchio su tre troni a uguale distanza e tessono un fuso. Vicino giace la loro madre che assiste al loro operato. Le Moire filano i giorni della vita degli uomini. Cloto, regge il filo della vita, che viene poi misurato da Lachesi che dispensa la sorte avvolgendo al fuso il filo; infine l’inesorabile Atropo, la maggiore tra le sorelle, con in mano le forbici taglia il filo della vita, determinando il momento irrevocabile della morte. Le tre Moire decidono la nascita, il corso della vita e il momento della morte. Le anime si trovano tutte in fila, di fronte al fuso sospeso di Ananke e alle sue tre figlie. Lachesi, la prima delle sorelle, parla: «Anime, che vivete solo un giorno, comincia per voi un altro periodo di generazione mortale, portatrice di morte. Scegliete la vita che più vi piace. Siete liberi di scegliere ogni tipologia di vita. La responsabilità è di chi sceglie. Gli dèi non sono responsabili».

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Le anime

Le anime devono scegliere chi vogliono diventare nella vita: un animale, un uomo, una donna, un pastore, un tiranno, un eroe, un pescatore… poi le tre sorelle tessono il filo della vita scelta dall’anima; Ananke è segnata. Infine le anime proseguono il loro cammino finché in una pianura bevono da una fonte l’acqua dell’oblio, si addormentano e vengono lanciate nell’avventura del nascere. Le anime scelgono quindi la loro vita, Ananke segna il loro Destino. La lunghezza del filo che esse concedono a un mortale dipende esclusivamente da loro. Nessuno può opporsi a ciò. Né Zeus, né gli altri dèi possono modificare il volere di Ananke, ciò che è necessario avviene. La vita stessa degli dèi è soggetta al suo volere. E tutti gli dèi, nonostante i loro poteri, sono tenuti alla sua obbedienza, in quanto Ananke garantisce l’ordine dell’universo.

Riflessioni

Si può solo accettare la scelta che è stata fatta dalla nostra anima accogliendone le conseguenze del suo Destino vivendolo al meglio delle possibilità che ci sono state concesse, o meglio che abbiamo scelto e che scegliamo quotidianamente lungo il percorso che chiamiamo Vita. Perché tutte le volte che ci troviamo nell’obbligo di affrontare una scelta, quando siamo in prossimità di un bivio, ricordiamoci che lì, in quel momento, abbiamo di fronte a noi Ananke e le tre Moire, lì stiamo decidendo il nostro Destino.