Cisrà: tradizione lanzese. Tuffo nel passato a Lanzo Torinese.

Cisrà: tradizione lanzese

Una lunga veglia ha preceduto, come ogni anno, la distribuzione ai lanzesi della Cisrà, domenica 9 giugno, presso la Casa dei ceci, in vicolo delle Coste, onorando una tradizione plurisecolare che risale addirittura al 2 luglio 1728. In quella data, infatti, un ricco mercante di Viù, Giuseppe Allemano, istituisce con testamento il Legato dei Ceci che con un lascito di ben 2 mila lire avrebbe permesso ogni anno, durante la festa di Pentecoste, di distribuire ai poveri del paese un piatto di minestra di ceci. Una tradizione che si è perpetuata ininterrottamente fino al 1979, senza escludere nemmeno le due guerre mondiali.

Distribuzione regolare dal 1991

Nel 1979, l’inagibilità della Casa dei ceci causò una breve pausa, rinverdita nel 1984 e 1985 grazie all’impegno del Comitato Ponte del Diavolo che prese a distribuire la Cisrà in piazza Gallenga. La distribuzione regolare della Cisrà nella Casa dei ceci sarebbe ripresa regolarmente dal 23 giugno 1991 e prosegue ogni anno grazie all’impegno del Comune di Lanzo e di tanti volontari di associazioni lanzesi ed in primis del locale Gruppo Alpini, dell’Avis, del Comitato Ponte del Diavolo, del Centro sociale d’incontro.

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Preparazione della ricetta

La preparazione della ricetta inizia già il venerdì pomeriggio, presso l’Istituto Albert, con la pulizia delle verdure e la cernita dei ceci e prosegue il sabato pomeriggio con l’accensione dei forni, rigorosamente a legna, nella Casa dei ceci. Poi arriva la lunga notte di veglia, il sabato, durante la quale tutti gli ingredienti (patate, carote, cipolle, sedano, ceci, costine, cotenna ed erbe aromatiche) vengono progressivamente aggiunti nei due grandi paioli in rame risalenti alla seconda metà dell’Ottocento, insieme all’acqua di cottura.

Benedizione di don Franco

Alle 8 del mattino, con successivi cambi della guardia da parte dei volontari, la minestra di ceci è pronta. E alle 8,30, come ogni anno, è arrivato anche il parroco, don Franco Gribaudo, per la benedizione. Nonostante il maltempo, tante le famiglie lanzesi e del circondario che si sono presentate all’appello armate di pentola e baracchini per ricevere una ricca porzione di Cisrà. (Si ringrazia Giacomo Pessarossi per la fotografia)