Discarica sotterranea nel quartiere San Giovanni a Ivrea.

Discarica sotterranea

Nel quartiere San Giovanni a Ivrea non mancano problemi ed esulano dalle competenze dei residenti, nonostante li abbiamo più volte segnalati. Si tratta del degrado al centro commerciale, per la metà caratterizzato da serrande ormai abbassate. Seppur ci sia chi resiste e tiene aperto fra mille difficoltà. Più volte i residenti ne hanno chiesto la messa in sicurezza.

Negli ex garage

Perché alcune parti sono pericolanti. Mentre è stato bloccato l’accesso al piano superiore, dove ci sono gli appartamenti ormai in disuso da tempo, l’ingresso al sotterraneo – sono ben due i varchi – è incustodito. Basterebbe sbarrare la porta d’accesso, come è stato già fatto per il piano superiore. Perché là sotto c’è un ricettacolo di rifiuti. Ma al momento nessuno è ancora intervenuto per sollecitare la messa in sicurezza alla proprietà.

Mucchi di immondizia

Il sotterraneo, corrispondente all’area della piazza,   è peraltro accessibile a chiunque. «Compresi i bambini che qui ci giocano – fanno anche notare -. Non c’è niente per impedire l’ingresso». Perché là sotto c’è una discarica. Scendendo le scale, coperte di calcinacci, si passa per un lungo e stretto corridoio, arrivando ai garage. «Un tempo c’era anche un’officina – mostra il residente nel quartiere -, ora c’è questo…». Ammassata ovunque c’è immondizia: mucchi di pattume, vecchi mobili ed elettrodomestici. Dal pavimento e dalle pareti trasuda umidità. E alcuni punti sono allagati. Dal soffitto poi spuntano «stalattiti» di intonaco. E dove c’erano le cantine il «quadro» non è molto diverso: altra immondizia. Altro degrado. Il quartiere San Giovanni non si merita questo.

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L’intervento di Malpede

Della questione se ne sta interessando il consigliere comunale Donato Malpede, per il quartiere e non solo, un punto di riferimento. Perché finora tutti i problemi segnalati, dal capoluogo alla periferia, li ha sempre portati all’attenzione dell’esecutivo. Così anche in questo caso. Il problema in questione, però, risulta più complesso da risolvere in quanto l’area non pubblica, ma privata. Ciò nonostante, Malpede si è interessato per capire come affrontarlo. “In casi come questi si possono comunque ravvisare delle violazioni ai regolamenti comunali per il rischio di inquinamento ambientale – spiega – Non è da escludere che, qualora chi di competenza non intervenga in modo adeguato, scatti un’ordinanza dal Comune intimando la rimozione”. Insomma, se il problema continuerà ad essere trascurato potrebbero arrivare delle salatissime multe.