Estate di San Martino: quest’anno salta a causa del maltempo. Ecco la spiegazione fra meteo, leggenda e tradizioni.

Estate di San Martino

Per Estate di San Martino, si intende tradizionalmente un periodo di tempo atmosferico contraddistinto da condizioni climatiche piuttosto miti a ridosso delle giornate dell’11 e 13 novembre e più in generale nelle prime due settimane del mese.

Questo breve periodo dell’anno, nell’emisfero boreale, è caratterizzato spesso da una situazione generale di alta pressione, con la quasi assenza di precipitazioni e con giornate piuttosto calde e soleggiate.
Scientificamente non vi sono spiegazioni precise in merito a tale fenomeno, ma dal punto di vista meteorologico, proprio in questo periodo dell’anno, si possono verificare anticicloni, che insieme al fattore geologico che vede la Terra ancora tiepida dopo la stagione estiva, apportano una situazione di bel tempo e un immediato innalzamento delle temperature.

Ma ci sarà quest’anno l’estate di San Martino?

Dall’analisi delle statistiche climatiche emerge in realtà un quadro tutt’altro che estivo. Secondo la situazione meteorologica attuale, l’Italia dovrà fare i conti con un fronte depressionario proveniente dall’Atlantico, che porterà con sé rovesci su gran parte della Penisola e precipitazioni nevose sui rilievi alpini, con apice proprio nei giorni fra l’11 e il 13 novembre.

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L’antica leggenda e il culto di San Martino

L’Estate di San Martino è legata alla leggenda del Santo, San Martino da Tours. Martino era un legionario romano il quale, durante una spedizione militare, in una rigida giornata invernale, divise in due il suo mantello per donarlo a un mendicante seminudo e infreddolito, incontrato per strada.

Una volta donato il mantello, il cielo improvvisamente si fece sereno e l’aria divenne più mite. La leggenda narra, che in quella stessa notte, Martino sognò Gesù che gli restituiva la parte del suo mantello.

Quando l’indomani al suo risveglio trovò il suo mantello intatto, Martino decise immediatamente di convertirsi al cristianesimo e di lasciare l’esercito romano.

La tradizione popolare cristiana vuole dunque che ogni anno, in concomitanza con l’anniversario della sua morte l’11 novembre, si verifichi una interruzione dei primi freddi autunnali, anche se ciò non vuol dire che dal punto di vista meteorologico si realizzi effettivamente, come di fatto per l’anno in corso.