Gioco d’azzardo i leinicesi spendono più di 18 milioni l’anno.

Gioco d’azzardo

I leinicesi bruciano nel gioco d’azzardo più di 18 milioni di euro all’anno, poco meno del Bilancio comunale. Il nuovo allarme sul gioco patologico in città è stato lanciato domenica scorsa, 4 agosto, dal parroco don Pierantonio Garbiglia, che ha tratto spunto dai casi che si presentano alla Caritas. Agganciandosi al brano di Vangelo secondo Luca 12,13-21 e al «jackpot» del Superenalotto, che ha raggiunto quota 200 milioni di euro, il sacerdote durante la predica ha detto: «I dati di Leini sul gioco d’azzardo legale sono impressionanti. C’è chi, in media, spende anche 100 euro alla settimana. Evidenza che è emersa pure da alcune persone che sono venute alla Caritas a chiedere aiuto proprio perché avevano perso tutto al gioco. Ciò che appare più significativo è quest’idea magica che hanno alcune persone, le quali pensano che se vincono sistemano la loro vita. Ma non è così che si risolvono i problemi economici» ha aggiunto il parroco leinicese.

Regolamento  sulle sale da gioco

I dati su quanto Leini scommetta sono effettivamente allarmanti, nonostante l’Amministrazione comunale, nel novembre 2016, abbia approvato un regolamento stringente per le sale da gioco. Un provvedimento tra i più rigidi in circolazione a livello nazionale. Nonostante ciò, Leini, secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili che si fermano al 2017, è al posto numero 1.540 su 7954 comuni italiani nella classifica generale per giocate pro- capite. I soldi spesi in giocate nel 2017 sono 18,30 milioni di euro. Di questi, tra i valori più significativi riguardano: 4,61 milioni di euro in slot machine, 2,85 milioni in lotterie istantanee, 2 milioni al Lotto, 1,62 milioni in Quota fissa, 355640 euro in Scommesse virtuali, 363340 mila al Superenalotto, 6,41 milioni in Videolottery (video giochi che oltre alle monete accettano anche banconote). Le slot machine a Leini sono passate da 97 del 2015 a 120 del 2016 a 98 del 2017. Nonostante ciò c’è comunque stato un incremento delle giocate che sono passate da 9,5 milioni nel 2015 a 10,29 milioni nel 2016 a 11,02 milioni di l’anno nel 2017.

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Ecco su cosa puntano

Perché se è vero che in città ci sono state importanti restrizioni per quanto concerne l’utilizzo dei videogiochi, è impressionante quanti invece si siano dirottati verso altre tipologie di strumenti per soddisfare la loro ludopatia, così come i «Gratta e Vinci». E che i leinicesi vivano il gioco come un aspetto importante sta proprio nel raffronto con altri comuni della zona, con la medesima dimensione, come ad esempio Volpiano. Leini ha una popolazione di 16.375 con un reddito pro-capite pari a 19.882,78 euro, mentre il comune limitrofo ha una popolazione di 15.445, con reddito pro-capite pari a 20.221,87 euro. Nonostante la sostanziale equiparabilità, le giocate pro-capite a tutti i giochi gestiti dallo Stato e alle slot nel 2017 sono state per Leini pari a 1.117,5 euro l’anno, a Volpiano di 567,5 euro l’anno. Tant’è che Leini, nella classifica generale per giocate pro-capite, è al 1.540 posto e Volpiano al 4.131 su 7.954 comuni italiani. Però c’è un altro fattore preoccupante che riguarda la città dei Conti Provana. Se a Leini tra il 2015 e il 2017 si evidenzia una crescita di giocate, a Volpiano si è avuta una forte decrescita. E’, infatti, passata dagli 8 milioni spesi nel 2015 ai 6,96 milioni di euro «investiti» nel 2016, fino ai 4,14 milioni di euro all’anno nel 2017.

L’appello del don a Messa

«Ciò che alcuni devono capire è che i problemi economici familiari non si risolvono con il gioco – ha detto durante l’omelia dello scorso fine settimana don Pierantonio – ma è con il lavoro e il sacrificio quotidiano che si ottengono i risultati sperati e non perdendosi nelle scommesse e nella speranza vana che qualcosa accada».