In occasione della giornata contro l’omofobia, che si è celebrata ieri, venerdì 17 maggio, il commento dell’assessora regionale ai diritti Monica Cerutti.

L’assessora Cerutti: “Contro l’omofobia in Piemonte c’è ancora molto da fare”

L’assessora regionale ai Diritti interviene nella giornata contro l’omofobia: “L’omotransfobia è ancora realtà. Se il Piemonte è un’isola felice, dove la cultura di valorizzazione delle diversità ha attecchito più che in altre parti d’Italia, anche nella nostra Regione c’è parecchio lavoro da portare avanti. Come ci ricordano le associazioni Lgbtqi, c’è la necessità di far crescere il numero degli sportelli antidiscriminazione, di informare di più dell’esistenza di questi servizi, di accompagnare in modo più efficace chi decide di cambiare sesso”.

La giornata contro l’omofobia

Quella della giornata mondiale contro l’omofobia è una data molto importante: nel mondo infatti sono ancora molte le aree dove l’omosessualità è considerato un reato o una deviazione mentale, e dove le persone LGBTQ+ subiscono persecuzioni giudiziarie e soprusi di diverso tipo, spesso torture.

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Perché il 17 maggio

L’Unione europea ha deciso di stabilire nel 17 maggio sul calendario la data contro l’omofobia e l’omotransfobia perché proprio il 17 maggio del 1990, dopo anni di dibattiti interni, l’Organizzazione mondiale della sanità depennò l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali. Fino a quel momento aveva infatti provato a curare uomini e donne che amavano persone del loro stesso genere, arrivando (come nel 1968) ad accostarla direttamente alla pedofilia e alle devianze sessuali. Dal 1990 l’omosessualità è considerata dall’Oms una “variante naturale del comportamento umano”.