Legge di bilancio Uncem contesta i provvedimenti perché non tengono conto delle proposte presentate.

Legge di bilancio

Sulla nuova Legge di bilancio l’Uncem contesta i provvedimenti perché  molte proposte   non sono state considerate. Un esempio? Lo spiega così il presidente Marco Bussone. La revisione dei canoni di concessione sulle attività estrattive, sulle autostrade, sulle acque minerali. Poi non sono state trovate le risorse per aumentare il fondo della montagna, rimasto a soli 10 milioni di euro, per il fondo ai Comuni di confine,  per i piccoli Comuni per dare gambe alla legge 158, il fondo per ampliare la Strategia nazionale per le aree interne.  Per la gestione forestale   solo 2 milioni di euro. Un po’ pochi visti i 12 milioni di ettari di bosco italiani che richiederebbero investimenti per gestione attiva e certificazione.

Marco Bussone commenta

“È positiva la conferma di ecobonus, bonus verde, bonus ristrutturazioni – spiega – Ma avremmo voluto si potesse intervenire sui sistemi fiscali per le imprese, le partite iva, gli esercizi commerciali nelle aree montane e interne. Rispetto al fondo per la messa in sicurezza degli edifici e del territorio è da modificare il comma della legge che prevede vengano premiati i Comuni in dissesto ovvero con un peggior risultato di gestione. Confidiamo che i fondi per gli investimenti degli enti territoriali vengano dati non a pioggia come finora scritto, ma sulla base di ambiti territoriali e su progetti integrati”.

Briciole ai Comuni

“Anche sulla semplificazione in Comuni ed Enti locali avremmo voluto di più – evidenzia il Presidente Uncem -. Lo sblocco di avanzo di amministrazione per effetto delle note sentenze e anche del pareggio di bilancio deve favorire investimenti e creazione di posti di lavoro, non ridursi a spesa corrente. Sorprendono le tante assunzioni previste in Ministeri, in Investitalia e in altre strutture centrali dello Stato. Le assunzioni dovevano piuttosto essere autorizzate negli Enti locali, moltissimi oggi deboli. Le assunzioni dei Comuni dovevano essere sbloccate. Così non è stato. Siamo preoccupati sullo sblocco totale della capacità di imposizione fiscale locale e chiederemo agli Enti di strutturare efficacemente questa possibilità”.

Leggi anche:  Sci Club a Leini: si lavora per la sua rinascita

Pochi aiuti

Rispetto al gettito del canone Rai e quanto lo Stato ha incassato dalla vendita delle frequenze tv, Uncem avrebbe auspicato un intervento per  potenziare i segnali televisivi nel 30 per cento di territorio italiano che registra difficoltà di accesso ai primi tre canali Rai, oltre che alla telefonia mobile. “Anche questo non avrebbe comportato maggiori oneri per lo Stato – sottolinea Bussone – Su questo fronte, per digitalizzazione e accesso ai servizi da parte di tutti, ma proprio tutti gli italiani, continueremo la mobilitazione non avendo avuto purtroppo ascolto nella legge di bilancio”.