Linea Canavesana Sfm1: Trenitalia, Gtt e Agenzia per la mobilità piemontese convocate in Commissione Trasporti.

Amministratori del territorio in protesta alla stazione di Settimo

Ieri mattina un gruppo di Amministratori locali, insieme a esponenti del Pd, ha inscenato un flash mob alla stazione di Settimo per protestare contro il mancato passaggio di gestione da Gtt a Trenitalia della linea ferroviaria Sfm1.

Dure le parole del consigliere Mauro Fava

«Faccio davvero fatica a capire con che faccia rappresentanti del Pd come Gariglio o Avetta organizzino simili sceneggiate ad uso e consumo dei media – commenta Mauro Fava – Forse pensano che la gente si sia già dimenticata che governavano loro quando la Canavesana è sprofondata tra le peggiori linee d’Italia e che la gara d’appalto per la gestione del servizio ferroviario metropolitano è stata pensata, redatta e gestita dalla Giunta Chiamparino. Mi spiace però vedere certi sindaci che si prestano a tali iniziative inutili ed estemporanee. Invece di fare le comparse con la fascia tricolore al teatrino del Pd, sarebbe più utile che lavorassero attivamente ai progetti per il futuro della Canavesana: da loro ci aspettiamo scelte rapide e decise sul piano di eliminazione dei passaggi a livello, soprattutto quelli in centro abitato, anche se dovessero risultare impopolari. Se vogliamo velocizzare la linea e renderla più sicura, dobbiamo eliminare quanti più passaggi a livello possibile. E questo va fatto velocemente, con una collaborazione seria e concreta tra Comuni e Regione».

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Incontro con Trenitalia e Gtt in Commissione trasporti

Intanto il consigliere regionale della Lega Andrea Cerutti ha inviato una richiesta per un’audizione presso la Commissione Trasporti di palazzo Lascaris.

«Convocheremo in tempi rapidi in audizione alla Commissione Trasporti Trenitalia, Agenzia per la mobilità piemontese e Gtt – spiega Cerutti – In questo gioco di scarico di responsabilità non possono essere i pendolari a pagare le conseguenze. Vogliamo comprendere le nuove scelte commerciali operate dai concessionari del servizio di trasporto pubblico su rotaia che rischiano di porre ai margini del sistema economico nazionale la nostra Regione per mezzo di una ingiustificata e unilaterale scelta di razionalizzazione dei collegamenti ferroviari da e verso Torino».