Il bambino si fa la pipì addosso e le insegnanti, rimaste senza cambio, lo vestono con abiti rosa. La rabbia della mamma che urla alla vergogna.

«Maestre vergogna, avete vestito mio figlio di rosa»

«Vi ringrazio per i pantaloni rosa e le mutandine che avete imprestato al bambino, dopo aver esaurito la scorta. Però le norme sociali non le abbiamo fatte noi. Lo preferivamo pisciato (sic), che sappiamo asciuga, a vestito da femmina e con le idee sull’identità di genere in conflitto». La situazione, nelle scuole di Chivasso, a quanto pare sta decisamente sfuggendo di mano. In redazione arriva la prima mail (e poi telefonate e messaggi su Facebook e WhatsApp) su quanto avvenuto all’interno della scuola dell’infanzia «Peter Pan» di via Paleologi, uno dei fiori all’occhiello della città, affidata a insegnanti di provata esperienza. Il testo tra virgolette è quello scritto con bella calligrafia su un foglio di carta verde, ed è stato consegnato alle mastre da una giovane mamma il cui figlio frequenta, appunto, la struttura.

Le parole della mamma

«Secondo il mio personalissimo punto di vista – scrive la mamma che per prima ha sollevato la questione – questo messaggio va ben oltre la semplice polemica o critica che una mamma pignola oppure ansiosa può rivolgere ad un’insegnante. In un’epoca in cui si parla di parità di genere, di femminicidio, di abusi sulle donne e di sessismo, credo che una questione come questa non vada gestita solo nelle quattro mura dell’asilo, ma che sia degna di nota e di denuncia sociale».

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Qui il racconto dei fatti

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