Sabato 23 marzo alle ore 15 si terrà la manifestazione “Vaccini: il Cavallo di Troia” indetta dai movimenti di lotta per la Libertà di Scelta, che partirà dal Giardino Lamarmora e percorrerà le vie del centro di Torino, per arrivare in Piazza Castello, dove interverranno medici, esperti e genitori a sostegno della libertà di scelta, di cura e contro l’esclusione scolastica.

Vaccini: il Cavallo di Troia

All’iniziativa parteciperanno anche diversi genitori canavesani. “Sarà un corteo partecipato – dicono gli organizzatori – che parte dal basso, autorganizzato e apartitico, per dare la possibilità a chi è contrario all’imposizione vaccinale di avere voce. Persone obbligate a scegliere tra il diritto alla scuola e il diritto alla tutela della salute dei propri figli, pena l’esclusione da nidi e scuole dell’infanzia. Un ricatto in nome della tutela della comunità scolastica, di una immunità di gregge di cui non si hanno garanzie scientifiche; un ricatto finalizzato alla cieca e dogmatica sottomissione alle imposizioni dello Stato”.

Tematiche delicate

Spiegano gli organizzatori di “Vaccini: il cavallo di Troia”: “È solo di alcuni giorni fa – infatti – la notizia della bozza del piano straordinario del Governo arrivato l’11 marzo in Commissione Vaccini, che propone di vietare concorsi pubblici, partecipazione all’Erasmus e iscrizione alle società sportive a chi non è vaccinato contro Morbillo, Parotite e Rosolia”. Tante e correlate tra di esse le tematiche che saranno toccate durante il corteo: “L’inviolabilità del corpo è un diritto inalienabile – continuano gli organizzatori – nessun individuo può subire un trattamento sanitario che non comprende o non condivide. Crolla così il principio per cui il paziente acquisisce consapevolezza della propria condizione e partecipa alla cura che gli viene proposta, non imposta: condizione fondamentale per la buona riuscita della terapia che, con l’obbligo vaccinale, decade”.

Libera scelta

Gli organizzatori in un lungo comunicato stampa aggiungono: “Migliaia di famiglie, che da anni partecipano ai percorsi d’informazione sul tema, hanno constatato un radicale cambiamento da parte dei propri pediatri e medici di base dall’entrata in vigore del Decreto Lorenzin, che impone 10 vaccini sui bambini da 0 a 16 anni. I medici di riferimento hanno mostrato indisponibilità nel prescrivere qualunque tipo di indagine prevaccinale, utile invece ad acquisire informazioni approndite sullo stato di salute del singolo soggetto sottoposto al trattamento sanitario. Un’imposizione a cascata, partita dal Ministero della Salute e che ha coinvolto le Aziende Sanitarie, per “istruire” medici di base e pediatri alla nuova obbligatorietà vaccinale. Tra questi ultimi, tutti quelli che hanno provato a sollevare dubbi o a mettere in discussione la legge Lorenzin hanno subito procedimenti disciplinari da parte dell’Albo dei Medici, alcuni sfociati nella radiazione. Non ci sono pericoli chiari e attuali, con dati scientifici a supporto, che rendano lecita l’imposizione dell’obbligo, anche per quanto riguarda le malattie più dibattute come il morbillo.

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Corteo torinese

“Viceversa – sostengono gli organizzatori di Vaccini: il cavallo di Troia -7500 morti l’anno per infezioni ospedaliere non sono percepite come un’emergenza, cosa che invece dovrebbe preoccupare i più”. Al termine del corteo, in Piazza Castello, saliranno sul palco Cristian Luca Atzori, referente Auret – Associazione Autismo Ricerca e Terapie, Monica Piccioni, referente regionale “Scuola che Accoglie”, Giorgia Scataggia, Stefano Re e Dario Miedico (medico legale, epidemiologo). “È stata imposta l’equivalenza tra “scienza” e posizione favorevole all’obbligo vaccinale, tacciando come antiscientifici tutti quelli che sollevano dubbi e si oppongono all’obbligo, quando in realtà all’interno della stessa comunità scientifica non c’è accordo sull’utilità di una vaccinazione di massa così massiccia e non motivata da alcuna epidemia in corso. Vogliamo riprenderci – concludono gli organizzatori – la libertà di scelta e di cura terapeutica, il diritto alla scuola e alla socializzazione di tutti i bambini, il diritto alla salute e a un servizio sanitario estraneo ad interessi economici. Le discriminazioni e le ingiustizie vanno combattute, le
nostre libertà difese”.