Ai campoinati Mondiali della pizza 2019 che si svolgeranno dal 9 all’11 aprile a Parma ci sarà anche il pizzaiolo montalenghese Francesco Bellocchio.

Mondiali della pizza 2019

Un pizzaiolo sui generis, autore di capolavori artistici culinari, molto creativo e che ti sorprende: è la storia di Francesco Bellocchio che dal 2008 vive in paese, nella quiete della collina morenica che sovrasta l’abitato. Nato a Vibo Valentia Marina il 10 novembre 1972, fin da giovanissimo con la famiglia si è trasferito al nord in varie tappe: prima a Cesano Maderno (Milano), quindi dal 1984 Torino, infine in Canavese, sempre con al fianco la cara mamma Teresa Sileno.

Il racconto di Francesco

Ha frequentato le scuole dell’obbligo come tutti i ragazzi, poi è cominciata un avventura nella ristorazione, iniziando la gavetta come lavapiatti ed aiuto cuoco per conosciuti locali di Torino: «In quel periodo ho iniziato la mia esperienza sul campo – racconta Francesco – , partendo poi per il militare a 18 anni per Albenga e rientrando a Torino dopo il car. In quel periodo ho conosciuto mia moglie Teresa, coronando il nostro sogno d’amore col matrimonio al suo paese Santo Spirito». Era il 9 agosto 1997 e da quell’unione la famiglia è cresciuta nel tempo: la figlia Eleonora, diciassettenne che attualmente frequenta l’artistico a Castellamonte, ed il piccolo Lorenzo (4 anni) che frequenta la materna del paese.

La vita professionale

Col racconto che prosegue con un simpatico aneddoto: «Eravamo andati a mangiare in un locale per una pizza – continua – , invece sentendo che cercavano un aiuto pizzaiolo mi son subito messo al lavoro in cucina. Quella pizza non l’abbiamo mai mangiata, iniziando subito. Poi, tante altre esperienze fino a quando abbiamo avuto la gestione di alcuni supermercati cittadini». Ad un certo punto la svolta, in un momento difficile, ritrovandosi senza impiego per un cambio di politica della catena dei supermarket, con la decisione di camminare da solo con la moglie ed i soci Giuseppe Petronio Cavallari e Giovanna Scaduto nel 2014: quella di gestire la pizzeria La Nuova Europa a Balangero, nelle Valli di Lanzo. Con l’inventiva e lo studio che lo ha fatto crescere ulteriormente: «Ho notato che il mondo della pizza era cambiato – confida – , perciò ho continuato a studiare, aggiornarmi con corsi, usare impasti alternativi e salutari. Poi, partecipando a tanti concorsi: ben 12 gare in questi 4 anni. Ottenendo successi che mi hanno gratificato con 6 affermazioni, un paio di secondi posti, alcune terze posizioni».

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Un anno fa il 9° posto mondiale

Ha partecipato, fra gli altri, al Campionato Toscano a Pontedera (Pisa), alla Pizza da Oscar a Firenze nella categoria piazza senza glutine e pizza in pala, ma in particolare al Mondiale a Parma nell’aprile d’un anno fa dove si è classificato nono su un migliaio di partecipanti: «Un’esperienza bellissima – conclude – con tante categorie su cui gareggiare, con la più difficile certamente quella della pizza classica e la cena di gala conclusiva con 4.000 presenze. Sono migliorato rispetto alle precedenti partecipazioni: era la mia terza volta, dopo essere arrivando duecentesimo, quindi centesimo».

Il futuro

«Prossimamente tornerò al Mondiale, farò provino per fare master come insegnante alla Scuola Italiana Pizzaioli di Caorle, già opero nella Scuola Arte e Formazione a Torino. Da grande vorrei solo insegnare: trasmettere ciò che ho imparato ed imparo agli altri». Ultimamente si è anche qualificato alle finali italiane, nella tappa svoltasi a Marina di Massa a fine febbraio, al campionato di Pizza d’Eccellenza. Ma dietro un personaggio, c’è sempre una grande donna, la moglie Teresa Tortora, anche lei brava nel campo e che ha ottenuto affermazioni condivise nella gioia familiare come quella nella pizza senza glutine.

Mondialiali della pizza 2019, a contendersi il titolo anche un montalenghese