Olimpiadi 2026 anche i candidati della Lega alle prossime politiche prendono una posizione sulla possibile candidatura di Torino alle Olimpiadi 2026.

Olimpiadi 2026

Ormai ogni giorno si torna a parlare dell’ipotes di candidatura di Torino per le Olimpiadi invernali del 2026. Se ne parla anche in canavese e dopo gli interventi di Beppe Pezzetto e Virginia Tiraboschi altri politici tornano sull’argomento.

Alessandro Giglio Vigna e Cesare Pianasso accolgono l’idea con favore, ma sollevando comunque un velo di polemica: “Saremmo favorevoli se questa volta anche le nostre valli Orco e Soana venissero coinvolte”

La polemica si scalda anche sulla decisione del sindaco Appendino di dare una risposta sulla candidatura di Torino solo a fine elezioni.

Alessandro Giglio Vigna

“Mi sembra un chiaro stratagemma elettorale: per evitare di scontentare qualcuno e di perdere dei possibili voti, la Giunta grillina non si sbilancia. Evidentemente i 5 stelle non hanno il coraggio delle proprie azioni – commenta Alessandro Giglio Vigna, candidato alla Camera per la Lega – Noi, invece, non abbiamo paura di esprimere chiaramente la nostra volontà e diciamo fin d’ora di sì ad un’eventuale candidatura olimpica torinese. A patto, però, che anche le nostre valli vengano coinvolte e non dimenticate come nel 2006. A patto che la manifestazione sia un’occasione di sviluppo per tutto il territorio della Città metropolitana, non solo per una parte. E a patto, infine, che si evitino gli sprechi di denaro per strutture abbandonate e dismesse a pochi anni di distanza dai giochi. Ci vuole innanzitutto un progetto serio per il post-olimpico, così da evitare per l’ennesima volta di costruire cattedrali nel deserto di cui non abbiamo bisogno”.

Cesare Pianasso

Sulla stessa lunghezza d’onda è anche il candidato canavesano per il Senato, Cesare Pianasso. “Auspichiamo che la Appendino non imiti la sua collega Raggi, che per timore e impreparazione ha gettato alle ortiche la possibilità di portare le Olimpiadi estive a Roma – dichiara – Temo che pure nel nostro caso il finale sarà il medesimo, vista la caratura della Giunta a 5 stelle. Ma se a sorpresa il responso dovesse essere positivo, allora sin da subito ci impegneremo e vigileremo affinché le valli Orco e Soana non siano tralasciate ed anche il nostro territorio possa beneficiare delle ricadute economiche e turistiche che una manifestazione di così grande importanza può portare”.

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Igor De Santis

A nome dell’unione montana, anche il sindaco di Ingria, Igor De Santis, si spende in favore del ritorno delle Olimpiadi a Torino. “Ma questa volta non accetteremo di rivestire il ruolo di meri spettatori – precisa – Nel 2006 siamo stati volutamente trascurati e per noi i Giochi hanno avuto lo stesso beneficio che se fossero stati disputati in Francia o in Svizzera. Cioè, nullo”.

Alessandro Benvenuto

Anche Alessandro Benvenuto, Candidato Camera dei Deputati Collegio Uninominale Ivrea interviene sull’argomento. “Potrebbe senza dubbio rappresentare una nuova occasione di crescita per tutta l’area del torinese a patto che non resti solo una suggestione e, questa volta, al contrario di quanto avvenne nel 2006, si coinvolgano tutte le zone della provincia. Parlare di Olimpiadi, questa volta, vuol dire coinvolgere tutti i territori del torinese anche per avviare, finalmente, un ragionamento di sistema per il turismo. Un territorio che può contare sul Parco nazionale del Gran Paradiso (l’area protetta più antica d’Italia), le bellezze naturali di laghi, montagne e cittadine in cui arte, architettura e salvaguardia del territorio si fondono in un contesto unico. In Canavese, ad esempio, ci sono più castelli che nella Loira ma nessuno ha mai ipotizzato una gestione unica per attrarre turisti e fare in modo che il settore diventi il traino economico di tutta la zona. Lo stesso vale per gli eventi, alcuni dei quali, come lo Storico Carnevale di Ivrea, apprezzati in tutto il mondo. Servono investimenti mirati, sostegno alle attività e una capacità organizzativa dei “beni” turistiche che, fino a questo momento, è mancata. E’ necessaria la costruzione di una vera e propria cabina di regia per il turismo in Canavese, capace di dialogare con gli altri territori di Torino e provincia per costruire delle opportunità economiche. Il mancato coordinamento, fin qui, ha generato solo una serie infinita di occasioni sprecate”.