Il senatore Cesare Pianasso attacca Chiamparino: «Il presidente Chiamparino pensi ai piemontesi e non a ciò che non gli compete. Per fortuna degli elettori la sua Giunta è come lo yogurt, ha una scadenza a breve termine»

Pianasso attacca Chiamparino

La Lega stigmatizza le dichiarazioni del presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, che ha annunciato una verifica degli estremi giuridici per un eventuale ricorso contro il decreto sicurezza del Governo Conte. «Chiamparino dovrebbe pensare a fare il suo lavoro, invece di occuparsi di materie che non gli competono. Pensi ai piemontesi, che hanno avuto la sventura di cinque anni del pessimo mandato della sua Giunta – commenta il senatore leghista Cesare Pianasso – Pensi ai pendolari canavesani, costretti da anni a convivere con ritardi e disagi di ogni tipo senza che la Regione abbia fatto nulla. Evidentemente il Pd piemontese cerca di sviare il discorso su tematiche nazionali per evitare di doversi giustificare con gli elettori per l’incapacità di governare dimostrata dalla Giunta regionale in questi cinque anni. Ma per fortuna il mandato di Chiamparino è come lo yogurt, ha una scadenza a breve termine».

Decreto sicurezza

Pianasso attacca Chiamparino, dopo che il presidente della Regione Piemonte si è unito al coro dei sindaci “dissidenti” che hanno protestato negli ultimi giorni contro le misure in materia di sicurezza e immigrazione volute dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini. «Il lato più fastidioso della campagna pro-immigrazione della sinistra è l’ipocrisia di fondo, perché si presenta la questione dal punto di vista umano e caritatevole, quando invece è puro e semplice business – spiega ancora il senatore Pianasso – Non sono io a dirlo, parlano da sole le innumerevoli inchieste della Guardia di Finanza che hanno scoperto in tutta la Penisola casi di truffe e irregolarità ai danni dello Stato, ma anche degli stessi richiedenti asilo. E in tutti i casi, a finire nel mirino della Magistratura ci sono cooperative o personalità vicine al centrosinistra».

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Immigrazione

«Lo slogan dei gruppi pro-immigrazione è #restiamoumani. Ma chi è disumano? Chi apre i confini indiscriminatamente, senza alcuna verifica delle condizioni in cui poi questa massa di disgraziati è costretta a vivere e sopravvivere nel nostro Paese, o piuttosto chi mette un argine, pone delle regole e apre dei corridoi umanitari controllati e sicuri? E’ più umano chi argina le partenze di gommoni dalla Libia, limitando così il numero di vittime e naufragi, o chi apre i suoi porti alle svariate Ong in contatto, se non in combutta, con le organizzazioni che trafficano in migranti? Casualmente, quando le Ong in gran numero erano libere di pattugliare il mar Mediterraneo, le morti in mare si contavano a centinaia. Ora sono pressochè azzerate. Per non parlare dei problemi sociali causati dall’arrivo incontrollato di migranti. Chiamparino vada in certi quartieri di Torino a raccontare che si oppone al decreto sicurezza: vediamo cosa gli rispondono i residenti».

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