L’eporediese Pierangelo Monti è il nuovo presidente nazionale del MIR (Movimento Internazionale della Riconciliazione).

Pierangelo Monti presidente MIR

Pierangelo Monti è stato recentemente nominato, nel corso dell’Assemblea Nazionale di Fano, presidente del Movimento Internazionale della Riconciliazione, un incarico molto importante nel mondo dei movimenti per la pace, la nonviolenza e i diritti umani.
La sede di Ivrea del MIR potrà dunque contare sulla presenza in loco del Presidente Nazionale, aspetto questo che consentirà certamente una maggiore visibilità del Movimento a livello locale, e di conseguenza anche del Centro Gandhi, che ne è la sede.

Il commento di Monti

Un incarico impegnativo per il quale non mi sento all’altezza. Ma il MIR Italia può giovarsi di un Consiglio Nazionale formato da persone in gamba che sono ben intenzionate a collaborare. Ai soci che mi hanno eletto all’unanimità mando un ringraziamento per la fiducia e chiedo comprensione e pazienza. Siamo consapevoli del grande lavoro che ci sta davanti: in un mondo sempre carico di sofferenze, di ingiustizie e di violenze, in un’Italia dove la cattiveria, l’egoismo, la rabbia e la paura sembrano prevalere sulle buone qualità della gente. Spetta a noi, anche a noi, sostenere i valori di umanità, di pace e di nonviolenza, che è amore, verità, giustizia, solidarietà, fraternità e riconciliazione, come ci hanno insegnato i maestri: Gesù, Gandhi, Martin Luther King, Capitini, Don Milani, Mons. Tonino Bello e ora Papa Francesco e il caro Mons. Luigi Bettazzi.
Siamo un movimento che nel suo piccolo ha fatto e può fare ancora tanto: è collegato alle altre branche dell’IFOR (il MIR internazionale) ed è presente in tante città, con varietà e vivacità di azioni. In assemblea ci siamo tutti impegnati a portare avanti le campagne di disarmo e nonviolenza, in rete con altre organizzazioni per la pace.
Sentiamo in noi la speranza che sta nel profondo dei cuori, speranza di fare finire le guerre, di abolire ogni guerra, cominciando col mettere al bando le armi di distruzione totale, contrastando le strutture militari e sostenendo la cultura della nonviolenza. Sentiamo in noi la sofferenza dei bambini, delle vittime delle guerre, della miseria, delle violenze, dell’indifferenza.