Piero Bartolo incontra gli studenti di Volpiano: il medico siciliano ha raccontato la sua esperienza alle classi seconda della Scuola Media della cittadina.

Piero Bartolo

Non erano immagini tratte da film e nemmeno racconti d’invenzione: ma la pura verità di cui è stato testimone in prima linea. E forse, proprio per questo, ha colpito maggiormente per la sua crudezza. Nel pomeriggio di venerdì 1 marzo, infatti, i giovani studenti delle classi seconde della Scuola Media “Dante Alighieri” di Volpiano hanno potuto incontrare insieme ai loro professori il medico siciliano Pietro Bartolo che ha raccontato ai presenti episodi della sua attività lavorativa. Pietro, però, non esercita la sua professione tra le corsie di una clinica o in uno studio, ma in campo chirurgico decisamente più complicato. Nato a Lampedusa nel 1956, da più di 25 anni si occupa delle prime visite che vengono svolte a tutti i migranti che sbarcano a Lampedusa e di coloro che soggiornano nei centri di accoglienza.

La strage del 3 ottobre 2013

E l’episodio sicuramente più forte e sconvolgente vissuto dal medico è stata senza dubbio la drammatica strage del 3 ottobre 2013: quel giorno, in seguito al naufragio di un peschereccio partito dalle coste della Libia due giorni prima, persero la vita 368 persone. Fu una delle peggiori tragedie del Mediterraneo. E in primi linea in questa vicenda c’era proprio Pietro, che ha poi presieduto le operazioni di riconoscimento dei cadaveri. Immagini che rimarranno per sempre impresse nella sua memoria.

Leggi anche:  Emergenza incidente in un deposito carburanti, esercitazione della protezione civile

Il documentario

Proprio dall’esperienza di questa tragedia e dall’urgenza di far conoscere la verità e la sofferenza patita dai migranti, è nato il celebre documentario “Fuocoammare”. Una necessità che lo porta ad incontrare giovani di tutta la penisola. L’incontro ha lasciato senza parole docenti e studenti che hanno ascoltato con grande attenzione i toccanti racconti del medico.