Presentata Violetta la forza delle donne sabato in Santa Marta a Ivrea in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne.

Presentata Violetta nella Giornata contro la violenza delle donne

E’ stata presentata Violetta, eroina simbolo dello  Storico Carnevale di Ivrea. Sabato scorso, giornata contro la violenza sulle donne, Santa Marta era infatti gremita tanto da non poter contenere tutti.  Il gruppo a cura di Lilli Angela, Barbara Bessolo e Silvana Faccio è coadiuvato dalla psicologa psicoterapeuta Barbara Bessolo.

Gli interventi

“La peculiarità di questo evento dunque è l’essere pensato come un’occasione di incontro con tutta la comunità  – commenta la dottoressa Barbara Bessolo –  La violenza sulle donne è quindi un fenomeno trasversale che interessa ogni strato sociale. E’ infatti un problema di tutti e che tutti possono avere un ruolo per far sì che le situazioni a rischio non degenerino e che le donne che hanno trovato il coraggio di uscire da queste situazioni vengano aiutate e sostenute”.

“Per dare un’idea di quanto  sia allarmante anche nel nostro territorio – ha sottolineato   Silvana Faccio, referente Asl To 4 e coordinatrice al Corso di Laurea di Infermieristica di Ivrea – Riportiamo alcuni dati relativi al 2016: sono state infatti seguite 187 donne di età compresa tra i 18 e i 60 anni (la nazionalità del maltrattante in 120 casi era italiana). Di queste,  inoltre, 178 riportavano maltrattamenti fisici e psicologici, di cui 177 avvenuti in un contesto intrafamiliare e 99 con figli minori a carico”.

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Gli obiettivi

Il primo obiettivo quindi è quello di organizzare e promuovere azioni di sensibilizzazione su questa tematica, attraverso l’organizzazione di incontri ed eventi specifici. Dunque, potenziare e garantire un percorso di sostegno psicologico alle donne vittime di violenza che accedono alla rete dell’ASL TO4. Come? Proponendo moduli di intervento di psicoterapia individuali, di coppia e di gruppo. Quest’ultimo inoltre   è uno strumento  molto valido per fare uscire queste donne dal silenzio, dall’isolamento e per recuperare il senso della loro prospettiva e il valore della loro autonomia.