San Colombano: commemorati i partigiani caduti nella battaglia di Sale 75 anni fa. L’iniziativa si è svolta domenica 28 luglio.

San Colombano

Si è svolta domenica, 28 luglio, a San Colombano la commemorazione dei Partigiani caduti nella battaglia di frazione Sale 75 anni fa. Alle celebrazioni, organizzate dalla sezione Anpi di Cuorgnè in collaborazione con i Comuni di Canischio, Prascorsano e San Colombano, ha partecipato anche la Filarmonica di Canischio e Prascorsano. Dopo la deposizione della corona di alloro al Monumento ai caduti sono state significative le parole pronunciate dai vice sindaci di San Colombano e Canischio, Vittorio Boccardo e Giulia Galli, che hanno ribadito l’importanza di «ricordare il passato affinché certi orrori della storia non si ripetano mai più. Oggi, qui a Sale, abbiamo il compito di portare e trasmettere ai giovani di oggi l’importanza di valori come la libertà, la democrazia, il rispetto per il prossimo e i più deboli in modo da migliorare le condizioni di vita della nostra variegata società».

Il discorso di Aldo Fenoglio

Una Resistenza sempre attuale, come evidenziato nel discorso tenuto dal segretario dell’Anpi cuorgnatese, Aldo Fenoglio. «Oggi commemoriamo dei caduti, degli avvenimenti e battaglie che hanno segnato le nostre valli e la nostra nazione. Battaglie che hanno alimentato la lotta di Resistenza e che hanno portato alla libertà, alla Democrazia, alla Repubblica – ha detto Fenoglio, che ha ricordato oltre ai partigiani e cittadini caduti, Attilio Mastrolia, Pietro Grosso e Piero Boccardi, anche Primo Camerlo, scomparso da poco – L’Italia è divenuta un paese dove la maggior parte dei cittadini, vive una costante paura e rifiuto verso il diverso, spinti a ciò da una politica che, fomenta e cavalca paure anziché occuparsi di risolverle ed affrontarle. Siamo arrivati ad un punto in cui in Italia esiste oggi, il desiderio di calpestare il più debole: l’immigrato, il disabile, l’omosessuale, la donna che viene etichettata con ogni volgare termine, solo perché ha un’idea diversa. E’ un clima di odio, ed è un clima pericoloso. Siamo un paese dove, quando viene ucciso un valoroso servo dello stato, la prima cosa che si fa è guardare la nazionalità dell’assassino, cercando di alimentare qualche sporca caccia all’immigrato e cercando di piazzare una bandiera politica alla memoria».

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L’importanza della storia

«Chi ha avuto la fortuna di imparare la storia – prosegue Aldo Fenoglio -, perché tramandata dai nonni e dai genitori oltre che dai libri, non deve più tacere. Solo con idee e certezze morali, si possono contrastare questi fenomeni. Non possiamo permettere che chi ha dato la vita, ancor più da giovane, per la libertà e la democrazia, oggi venga dimenticato e calpestato. Ci dobbiamo indignare. Per ogni uomo che non ha libertà, ogni partigiano ha combattuto invano. Mettiamo a tacere con la forza delle idee quanti vogliono far trionfare odio e paura».