Sposarsi a Rocca costa 200 euro. ROCCA CANAVESE.

Sposarsi a Rocca costa 200 euro

“Far pagare 200 euro ai “forestieri” per sposarsi non è opportuno” afferma il consigliere d’opposizione Alessandro Lajolo. La giunta Bertetto ha appena approvato una delibera di giunta. Nella quale vengono stabilite le tariffe comunali per il 2018. Tra le tante voci c’è anche quella relativa alla sala dei matrimoni. I rocchesi pagherebbero 50 euro contro i 200 dei non residenti. La prestigiosa “location”, tempo fa, è stata individuata nella chiesa di Santa Croce. Commenta Lajolo: “ Imponendo una tassa per chi arriva da altri paesi si blocca lo sviluppo turistico del paese. Se qualcuno pensasse di convolare a nozze nel nostro “gioellino”, cioè la chiesa di via Umberto I°, ne sarebbe immediatamente dissuaso. Non è giusto far pagare i futuri sposi. Sta al buon senso di ognuno decidere, poi, di fare un “lascito” all’Amministrazione”.

Alessandro Lajolo: “Neppure far pagare i residenti è corretto”

Lajolo critica fortemente anche la decisione d’imporre un versamento di 50 euro ai rocchesi che desiderano le nozze civili. “Non trovo giusto che i residenti, a cui già si richiedono le imposte, debbano ancora corrispondere una somma aggiuntiva”, sostiene Lajolo. Il sindaco Fabrizio Bertetto non intende ripensarci.  Non la ritengo una pretesa così elevata. In Piemonte le sale da matrimonio hanno dei prezzi più esosi ancora”.

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Anche le tariffe mensa…

Dopo un rapido confronto con altri Comuni della zona, si è scoperto che anche per le tariffe mensa esiste una grande sproporzione tra residenti e non. Nella fascia Isee più alta i rocchesi pagano infatti 4.30 euro. Le persone che arrivano da paesi non convenzionati devono versare, invece, 6.70 euro a pasto e senza agevolazioni.“Effettivamente ci sono oltre 2 euro di differenza. Ne abbiamo discusso recentemente e intendiamo abbassare la spesa per i non residenti a 5.30 euro dagli attuali 6.70 euro. Così ci sarà solamente 1 euro di differenza”. Questa situazione era dovuta a una criticità sorta parecchi anni fa. Conclude Bertetto: “ Cinque o sei anni fa abbiamo dovuto prendere una difficile decisione. Gli studenti fuori sede, provenienti da Comuni non convenzionati, erano parecchi. Mantenendo le tariffe basse non riuscivamo più a coprire i costi di funzionamento scolastici. Cosi ci siamo rivolti alla Prefettura che ci ha consigliato di alzare la cifra dovuta dalle famiglie fuori zona. Non si poteva pretendere che Nole si convenzionasse. Adesso il numero di alunni è diminuito. Riporteremo le somme a una proporzione di maggiore equità da settembre 2018. Operare dei cambiamenti nel corso dell’anno non ci sembrava opportuno”.