Stop all’abbruciamento di sterpaglie. Fuochi all’aperto per bruciare sfalci e rami secchi, stop a Cuorgnè.

Stop all’abbruciamento di sterpaglie

Pugno duro dell’Amministrazione comunale, coordinata dal sindaco, Giuseppe Pezzetto, contro i trasgressori alle norme. All’ombra della Torre di Carlevato è anche arrivata la prima salata multa. Sono, infatti, stati intensificati i controlli da parte della Polizia Municipale per individuare i soggetti che nonostante il divieto, continuano nelle prime ore della mattina e nelle ore serali ad accendere fuochi nelle zone collinari della cittadina cuorgnatese.

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#taggailpirlomane

Dopo #taggailmaiale il primo cittadino cuorgnatese lancia #taggailpirlomane: una nuova campagna di sensibilizzazione al rispetto delle leggi e all’utilizzo delle diverse modalità già attive per lo smaltimento di residui vegetali e non vegetali. «Si tratta di un problema annoso e anche abbastanza esteso, che non riguarda soltanto il nostro Comune – puntualizza Giuseppe Pezzetto – Soprattutto in questo periodo dell’anno, con l’arrivo della bella stagione, sono diverse le segnalazioni di cittadini che lamentano l’impossibilità di poter tenere le finestre aperte perché nelle prime ore della mattina o nella serata vengono accesi fuochi che producono fumi maleodoranti. Ringrazio i cuorgnatesi che vigilano sul territorio e con puntualità ci avvisano di queste pratiche arcaiche. Più volte come sindaco, insieme ad altri assessori e consiglieri comunali, mi sono mosso per cercare di capire dove fossero stati accesi questi fuochi all’aperto non autorizzati e, quindi, potenzialmente pericolosi».

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Tolleranza zero

Dopo numerose segnalazioni ed inviti alla cittadinanza a rispettare l’Ordinanza comunale che vieta tale accensione, a Cuorgnè è scattata la «tolleranza zero». Il borgomastro aveva annunciato puntuali controlli e, detto fatto, è arrivata a stretto giro di posta pure la prima sanzione. Nei giorni scorsi i «civich», guidati dalla comandante, Linuccia Amore, hanno multato un cuorgnatese, «beccato» a bruciare ramaglie. Le multe per i trasgressori si annunciano «salate»: vanno da un minimo di 25 € a un massimo di 500 €. «Purtroppo la gente ha la memoria corta e dimentica i danni alla flora e alla fauna, per non parlare dei grandi rischi a cose e persone, che i recenti fuochi e incendi hanno provocato sul nostro territorio – aggiunge Pezzetto – Ci sono delle direttive nazionali e abbiamo delle ordinanze regionali e locali che devono essere rispettate. Ho il sospetto che in alcuni casi non vengano soltanto bruciati residui vegetali, cosa peraltro vietata da specifica ordinanza nel periodo dal primo giugno al 31 agosto e normata negli altri periodi dell’anno, ma cosa ben più grave anche altre tipologie di materiale. C’è “ignoranza” della norma, ma anche furbizia. La soluzione non è aggirare la legge bruciando gli sfalci negli orari in cui si presume che la Polizia municipale non sia in servizio. Basterebbe il buonsenso ma non sempre funziona. Un doveroso grazie va alla Polizia municipale e gli altri organi di controllo, come i “forestali”, per aver intensificato il monitoraggio. Abbiamo modalità di smaltimento apposite. Purtroppo, spesso il problema è culturale e di mancanza di rispetto nei confronti dell’ambiente e delle altre persone».