Sul nuovo ospedale di Ivrea interviene anche il sindaco di Cuorgnè Beppe Pezzetto: “Necessario approfondire, alla luce dei cambiamenti occorsi negli ultimi 10 anni, quale sia la miglior collocazione del sito”.

Sul nuovo ospedale di Ivrea interviene anche il sindaco di Cuorgnè

“Sollecitato, mi permetto di intervenire sul tema del nuovo Ospedale d’Ivrea, argomento ultimamente molto trattato sulle pagine dei quotidiani, e bene ha fatto il Sindaco d’Ivrea Sertoli, a ricondurre la discussione nelle sedi opportune – commenta il sindaco di Cuorgnè Beppe Pezzetto – E’ indubbio che qualora si concretizzasse la possibilità di edificare un nuovo nosocomio a servizio del territorio, solo un pazzo si opporrebbe. Condivido la saggia posizione del Sindaco di Rivarolo Rostagno, che sottolinea come sia necessario approfondire, alla luce dei cambiamenti occorsi negli ultimi 10 anni, quale sia la miglior collocazione del sito, non si tratta assolutamente di campanilismo, ma di fare la scelta migliore per fornire un servizio adeguato a tutti i cittadini che nel modello organizzativo Sanitario dovranno fare riferimento per specifiche patologie alla nuova struttura, niente di più niente di meno che un aggiornamento da parte di chi si occupa professionalmente della materia 10 anni dopo la prima ipotesi. Come ho già avuto modo di dire nell’ultimo incontro assembleare a cui era presente l’Assessore Regionale alla Sanità, è altrettanto indispensabile, se vogliamo mettere concretamente al centro il diritto alla salute (diritto fondamentale dell’individuo) agire anche sul fronte dei presidi e delle strutture che insistono su bacini più periferici avamposti di territori montani, una cosa non esclude l’altra anzi a mio giudizio anche alla luce delle evoluzioni tecnologiche e purtroppo al diverso mix di patologie da affrontare rispetto al passato, consentirebbe dei benefici sociali ed anche economici, basta pensare ai problemi di mobilità presenti sul nostro territorio. Quindi ben venga il nuovo Ospedale inserito in un contesto in cui anche i presidi più periferici possano svolgere nel migliore dei modi il loro ruolo, al centro il cittadino non sicuramente il campanile”.

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