Tavolo di crisi per il lavoro, lo chiede Viviamo Ivrea.

Tavolo di crisi

Viviamo Ivrea chiede un Tavolo di crisi per il lavoro. La situazione socio-economica nazionale ed anche locale risente di una crisi che perdura ormai da diversi anni.
“Nel nostro ruolo di amministratori pubblici non possiamo far finta di non vedere e di non sapere e neanche assistere passivamente al corso degli eventi senza cercare di modificarlo nel tentativo di ridare speranza ai cittadini e alle imprese con un particolare riguardo ai giovani ed alle fasce sociali più deboli – sostiene Francesco Comotto, leader del gruppo – Non è più tempo di trincerarsi dietro vecchie barriere ideologiche e servirebbe dare vita a un “Patto sociale di mandato” per poter mettere, tutti insieme, a disposizione della collettività, partendo dal Consiglio Comunale, saperi e conoscenze nell’ottica di un radicale cambiamento di
paradigma delle modalità di fare politica cominciando dal livello locale. Si rende necessario mettere in atto delle sinergie con le associazioni di categoria e le
rappresentanze sindacali per creare un circuito virtuoso di interscambio di informazioni inerenti il mondo del lavoro”.

I drammi occupazionali

“Non possiamo più assistere passivamente allo stillicidio di nuove chiusure, trasferimenti, crisi aziendali tra cui ricordiamo le ultime più eclatanti come il CIC e MANITAL con qualche nube all’orizzonte per quanto riguarda ARCA (ex CTS) e molte altre situazioni meno note, ma altrettanto preoccupanti – prosegue Comotto –
– è capitato spesso negli ultimi tempi che aziende che ricercano personale non trovino risposte sul territorio e si potrebbe cominciare col far incontrare la domanda e l’offerta di lavoro. E’ compito e dovere della Pubblica Amministrazione mettere in atto concretamente ogni forma di attenuazione del disastro sociale che la perdurante crisi sta determinando.  Ivrea ed il territorio circostante sono realtà dove, storicamente, esistono saperi e capacità imprenditoriali e da queste basi si potrebbe dare vita a interventi, pubblico-privato, sistemici, in grado di costituire un blocco locale di coesione sociale capace di elaborare, promuovere e attivare
politiche pubbliche orientate a tamponare l’emergenza, ma anche a guardare al futuro.

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La richiesta all’esecutivo Sertoli

“Costituire un “Tavolo di crisi” allargato e territoriale che possa affrontare il difficile momento congiunturale in maniera trasversale e con metodi partecipativi coinvolgendo le parti sociali, le associazioni datoriali e i rappresentanti dell’area omogenea – si legge nella mozione –  Un tavolo che possa agevolare il compito dell’Assessorato di competenza, dell’Ufficio Lavoro (recentemente re-istituito) e della Commissione consiliare Lavoro, finalizzato a: monitorare e seguire le continue crisi aziendali, ricercare fondi, elaborare strategie condivise, proporre soluzioni per la ripresa economica ed occupazionale sul nostro territorio tenendo costantemente aggiornata la cittadinanza. Un luogo di incontro, dibattito, discussione e scambio di conoscenza con una funzione prettamente propositiva
che lasci ovviamente agli organismi competenti il dovere e la responsabilità delle decisioni ultime. – ad attivare, entro 60 giorni, tramite un’apposita convocazione della Conferenza dei Capigruppo, un processo per la definizione e la costituzione del Tavolo di cui sopra che dovrà essere operativo entro i successivi 60 giorni”.