“Troppi tir a Rivarolo”: il Comitato Mobilità Sviluppo Canavese lancia l’allarme. A guidare la protesta è il portavoce Flavio Vacca.

“Troppi tir a Rivarolo”

Torna a far sentire la sua voce l’ex Comitato Pro Circonvallazione, che ha poi declinato la sua azione sotto la sigla di Comitato Mobilità Sviluppo Canavese. E lo fa attraverso il suo presidente – portavoce Flavio Vacca ed uno dei fondatori del movimento, Graziano Colacicco. Era il 2017 quando il Comitato muoveva i primi passi, anzi, a compiere i primi sopralluoghi per certificare quello che non va nella mobilità delle nostre strade, per portarlo poi all’attenzione della politica affinché si trovi una soluzione. Come a Castellamonte, nell’innesto della pedemontana. «E non solo quella è una delle nostra “battaglie” – sottolinea Vacca – Rimane aperta sempre la questione del “peduncolo”. Di cui abbiamo già discusso sia con il sindaco Alberto Rostagno che con l’assessore Francesco Diemoz, non senza frizioni, ma del quale, però, ancora non c’è traccia. Anzi, l’unica certezza è che la circonvallazione è stata stralciata dal Piano regolatore, così come da indicazioni della Regione Piemonte. Resta comunque il problema della mobilità e del traffico, anche pesante, in città».

Le soluzioni

Ma il Comitato che soluzioni propone in tal senso. «All’amministrazione comunale di Rivarolo abbiamo già fatto presente che si potrebbe utilizzare la strada “bianca” che dal mercato, passando nei pressi dell’area ex Morletto, lambendo i campi sportivi, riporterebbe su corso Indipendenza tagliando fuori una buona fetta della città. Collegando, così, anche il traffico proveniente da Feletto attraverso la provinciale 222 per Castellamonte». Strada, questa, famosa per la passerella pedonale che la attraversava e che è stata abbattuta un mese fa perché pericolante, dopo lo schianto di un’auto contro uno dei pali che la sostenevano. «Tutti temi, – aggiunge Colacicco – ora che la campagna elettorale è finita e le amministrazioni si sono insediate, che vanno ripresi. Rostagno ha vinto e per prossimi cinque anni governerà ancora lui ed è da lui che ci attendiamo delle risposte. Il Comitato è di nuovo in campo per fare da stimolo, in particolare dal prossimo autunno, quando cercheremo di aprire un tavolo intorno al quale trovare delle soluzioni al “peduncolo”, ma più in generale per fare un discorso a più ampio respiro».

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Sicurezza

E qui incalza nuovamente Vacca. «Strada della Ceresetta, ad esempio, una direttrice verso ovest, che è solo appena abbozzata, è un’altra soluzione da prendere in considerazione. Quello che chiediamo è aprire il confronto». Pure sul sottopasso al confine tra Rivarolo e Feletto, teatro di un incidente mortale. «Raccogliemmo 600 firme nel settembre 2017, protocollate in Comune, per porre l’attenzione sul quell’arteria. Poi il 3 luglio 2018 il drammatico evento, con la morte di una persona. E oggi che i lavori di messa in sicurezza sono stati fatti non basta». Ed a spiegare il perché è Colacicco. «Lì sotto, a causa della mancanza di un attraversamento ciclo-pedonale tra via Piero Fontana, via Galileo Ferrari – Corso Arduino dopo le modifiche alla viabilità di Feletto, ci passano persone a piedi con i carrelli, con i bambini, con le biciclette nello stesso istante in cui passano anche i mezzi pesanti. Nulla di più pericoloso! Bisogna intervenire prima che sia troppo tardi, prima che avvenga qualche altra tragedia». E questo è uno degli altri temi del Comitato che oltreché Vacca e Colacicco vede tra gli storici fondatori anche Aldo Raimondo, Laura Naretto e Alberto Gallo Lassere.

Tragedia evitabile

La domanda che in questo periodo in molti si pongono è pure questa: ma se certi suggerimenti fossero già oggi realtà, le lacrime per l’evento drammatico della scorsa settimana si sarebbero potute evitare? A rispondere è Flavio Vacca: «Non vogliamo commentare queste tragedie e mai lo faremo. Il Comitato è nato perché nel corso degli anni c’è stata mancata attenzione alla viabilità. Sul fatto in particolare, invece, sarà la magistratura a fare luce su quanto successo. A noi interessa un discorso amministrativo. E’ evidente, però, che se ci fosse il 50% in meno del traffico, le probabilità sarebbero ridotte della metà. Questo, però, è un discorso generale e nessuno può dire cosa sarebbe successo o no».