Affittava alloggi fantasma: decine i truffati. Accade a Ciriè.

Affittava alloggi fantasma

Con l’arrivo della primavera è tempo di pensare alle vacanze estive. Magari una bella settimana nella Riviera di Ponente, in un centralissimo appartamento a Finale Ligure.  Ma attenzione: la fregatura è dietro l’angolo. Lo sanno bene le sedici persone che sono cadute nella trappola di alcuni annunci pubblicati sul sito di vendite online subito.it e che sono rimasti con in mano un pugno di mosche. Autore di queste offerte-esca sarebbe stato il ciriacese Massimo Traina,  siciliano d’origine, 47enne difeso dall’avvocato Raffaella Orsello. L’uomo è stato già in passato condannato per truffa.

Richiesta nuova condanna

Nella giornata di lunedì 1 aprile, davanti al giudice Anna Mascolo del Tribunale di Ivrea, il pubblico ministero ha presentato le richieste di condanna per l’imputato: 2 anni e 4 mesi, oltre al pagamento di una multa del valore di 700 euro. Ma come ha fatto il ciriacese a far cadere nella sua rete decine di vittime provenienti da tutto il Nord-Ovest? Il modus operandi era sempre lo stesso. L’uomo ha pubblicato sul noto sito due annunci per affittare rispettivamente due case vacanze: una a Finale Ligure e una a Prato Nevoso.

Leggi anche:  Bambino investito a Bosconero, elitrasportato in codice giallo

Danno e beffa…

Il Traina si sarebbe fatto caricare sul suo conto postale gli acconti delle prenotazioni degli alloggi per poi sparire nel nulla. Alcuni truffati riuscivano a venire a conoscenza dell’inganno prima di partire per le vacanze, sospettosi della “scomparsa” dell’uomo. Altri, invece, hanno visto sfumare i loro sogni di villeggiatura dopo aver viaggiato fino a destinazione. Oltre al danno, anche la beffa. Proprio per le cifre modeste sottratte ai malcapitati clienti (solitamente poche centinaia di euro) tra l’altro residenti fuori regione, in pochi hanno deciso di portare avanti la loro battaglia giudiziaria senza rimettere la querela. Condizione indispensabile, dal momento che il reato di truffa è procedibile a querela. Durante l’ultima udienza altre due vittime hanno raccontato la loro storia. La vicenda giudiziaria si concluderà il 24 aprile, quando è attesa la sentenza del giudice Anna Mascolo.