Borsellino ricordato a 27 anni dalla strage di via D’Amelio dal presidente della Regione Alberto Cirio a San Giusto Canavese, con un sopralluogo nella villa confiscata al narcotrafficante Nicola Assisi. Con lui, il prefetto di Torino Claudio Palomba
e il presidente onorario di Libera Gian Carlo Caselli.

27 anni fa …

Il 19 luglio di 27 anni fa il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta persero la vita a Palermo nella strage di via d’Amelio. E la Regione Piemonte per commemorare l’evento oggi ha voluto organizzare a a San Giusto Canavese un sopralluogo a uno dei beni piemontesi confiscati alla mafia: la villa appartenuta a Nicola Assisi, narcotrafficante di primissimo piano arrestato lo scorso 8 luglio in Brasile dopo anni di latitanza.

Dentro la villa

Il presidente Cirio e la Giunta sono arrivati a San Giusto intorno alle 12.30 e hanno visitato la struttura accompagnati dal prefetto di Torino, Claudio Palomba, dal presidente onorario di Libera, Gian Carlo Caselli, e da Maria Josè Fava, referente di Libera Piemonte e membro dell’Ufficio di presidenza nazionale.

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Quale futuro?

La villa, confiscata nel 2011, aspetta ancora di essere sanificata e che inizi un percorso per restituirla alla collettività. Liberata dai familiari di Assisi solo a marzo dello scorso anno, pochi mesi dopo ignoti hanno cercato di farla saltare in aria, causando ingenti danni agli interni.

 

La dichiarazione

“Il 19 luglio e il 23 maggio sono date che segnano una ferita aperta per il nostro Paese – sottolinea il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio – Sono trascorsi 27 anni dagli attentati in cui persero la vita Paolo Borsellino e Giovanni Falcone. Qui a San Giusto Canavese per visitare uno dei beni che, grazie all’impegno e al sacrificio di uomini e donne come loro, sono stati confiscati alla mafia. È nostro dovere ricordare, ma anche vigilare ed agire. La Regione sarà al fianco di Libera e delle istituzioni affinché questa villa simbolo possa essere al più presto restituita al territorio, dandole nuova vita e dignità”.