Ciriè: donna muore a 82 anni, donati reni e fegato

Negli Ospedali di Chivasso, di Ciriè e di Ivrea dell’ASL TO4, nel 2016, sono stati 5 i prelievi multiorgano effettuati. Il primo del 2017 è stato eseguito all’Ospedale di Ciriè lo scorso 5 gennaio. L’idoneità della donatrice, di 82 anni, è stata identificata presso il reparto di Rianimazione del Presidio ospedaliero ciriacese, dove è stata verificata la morte cerebrale, conseguente a emorragia cerebrale, secondo il protocollo regionale.

Ciriè: donna muore a 82 anni, donati reni e fegato
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Negli Ospedali di Chivasso, di Ciriè e di Ivrea dell’ASL TO4, nel 2016, sono stati 5 i prelievi multiorgano effettuati. Il primo del 2017 è stato eseguito all’Ospedale di Ciriè lo scorso 5 gennaio. L’idoneità della donatrice, di 82 anni, è stata identificata presso il reparto di Rianimazione del Presidio ospedaliero ciriacese, dove è stata verificata la morte cerebrale, conseguente a emorragia cerebrale, secondo il protocollo regionale.

Negli Ospedali di Chivasso, di Ciriè e di Ivrea dell’ASL TO4, nel 2016, sono stati 5 i prelievi multiorgano effettuati. Il primo del 2017 è stato eseguito all’Ospedale di Ciriè lo scorso 5 gennaio. L’idoneità della donatrice, di 82 anni, è stata identificata presso il reparto di Rianimazione del Presidio ospedaliero ciriacese, dove è stata verificata la morte cerebrale, conseguente a emorragia cerebrale, secondo il protocollo regionale. Accertato lo stato di morte cerebrale, si è proceduto a informare i parenti dell’irreversibilità della condizione clinica della propria congiunta e a proporre la donazione degli organi. I familiari hanno prontamente risposto in modo affermativo alla richiesta dei medici rianimatori, che hanno così potuto attivare la complessa macchina organizzativa del prelievo e del trapianto d’organi. Grazie alla generosità e alla sensibilità dei familiari è stato possibile procedere al prelievo di reni e fegato. Il fegato è stato trapiantato presso il Presidio ospedaliero Molinette di Torino, i reni sono stati trasportati in Lombardia. “Stiamo applicando con grande impegno anche le più recenti disposizioni del Centro Regionale Trapianti – commenta il Direttore Generale dell’ASL TO4, dottor Lorenzo Ardissone, che è attualmente orientato a superare i tradizionali limiti di età per l’idoneità al prelievo e ad accogliere l’evidenza del fattibile utilizzo di organi provenienti anche da soggetti in età in passato considerata troppo avanzata”. Le nuove tecniche di trattamento preimpianto degli organi prelevati, infatti, rende possibile allargare nella popolazione la base di prelievo utile. L’iter che porta alla selezione del donatore, all’osservazione clinica che accerti secondo legge la morte cerebrale presso la rianimazione e alla predisposizione di una sala operatoria adeguata al prelievo richiede l’attivazione di un sistema organizzato a monte che non può in alcun modo essere improvvisato. Sebbene il numero di prelievi d’organo per anno sia generalmente esiguo, la massima efficienza dell’apparato sanitario-organizzativo preposto è costante e richiede un continuo aggiornamento sia culturale sia organizzativo da parte degli operatori sanitari coinvolti. Molte sono le figure professionali reclutate nel percorso che va dall’osservazione al prelievo: medici anestesisti-rianimatori, coordinatore e infermieri di Rianimazione, medico legale, medico di Direzione Sanitaria, medico neurologo e tecnico di elettroneurofisiologia, coordinatore e infermieri strumentisti di sala operatoria, chirurghi prelevatori del team regionale, medici e tecnici di Laboratorio, cui si aggiunge l’imprescindibile supporto del Centro di coordinamento regionale. “Da parte nostra – aggiunge il dottor Ardissonevogliamo esprimere un duplice ringraziamento. Ai familiari che hanno autorizzato il prelievo, per il grande gesto di altruismo e di generosità dimostrato. E a tutti gli operatori coinvolti, che hanno agito con la massima professionalità, competenza, sensibilità e umanità. Tutto il sistema organizzativo sanitario ha dimostrato la sua compiutezza ed efficienza”.

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