Coppia di Rivarolo scampata al crollo del ponte Morandi alla vigilia di Ferragosto a Genova.

Coppia di Rivarolo miracolata

Una coppia di Rivarolo è scampata al crollo del ponte Morandi avvenuto alla vigilia di Ferragosto a Genova. La testimonianza raccolta in un’intervista ripercorre così quei terribili attimi. Daniele e Giorgia, marito e moglie, avevano appena imboccato il viadotto quando si è scatenato l’infermo. Erano diretti a Livorno per prendere il traghetto. La loro auto (nella voto è la Bmw contromano, dopo una disperata manovra) era a pochi metri dal baratro. La quarta vettura sulla campata rimasta in piedi, appena dietro al camion bianco e grigio. Intanto oggi, sabato 25 agosto, si sono svolti i funerali della famiglia di Oleggio perita nel disastro.

Il racconto

Stava diluviando e si procedeva a passo d’uomo, incolonnati con altri mezzi. Daniele ha visto la travi in cemento armato del ponte Morandi sgretolarsi come un castello di sabbia. Poi ha sentito l’asfalto della prima campata del ponte, lungo la corsia sud della A10, tremare.  «Davanti a me c’era il camion bianco e grigio – racconta Daniele – Ho sentito l’asfalto oscillare, tanto che l’auto si è spostata verso sinistra, quasi nell’altra corsia». E prosegue, ripercorrendo quegli istanti di paura: «Poi abbiamo visto la parte alta del ponte sgretolarsi come sabbia e le luci delle auto sparire nel vuoto, mentre le arcate sono precipitate giù». Le stesse vetture, notate passare di fronte a loro poco prima. «Sorpassando alcuni, in particolare i bambini – ricorda Daniele – ci avevano salutato, come si usa fare quando si va in vacanza».

Il panico

L’uomo, seppur impietrito da quella scena agghiacciante, mentre le vetture con intere famiglie venivano inghiottite con i blocchi della struttura, ha ingranato la retromarcia. «Sono riuscito anche a fare inversione e ho percorso un breve tratto contro mano, ma non era possibile tornare indietro perché si era formato ormai un ingorgo all’imbocco del ponte – racconta con il terrore ancora negli occhi – Poi abbiamo visto Luigi, l’autista del furgone Basko, correre urlando; gridava di scappare… Di metterci in salvo». Quanti si trovavano lungo le due arcate rimaste in piedi dopo il crollo, sono scesi in fretta e furia dalle auto, lasciandole con le portiere spalancate e ancora in moto con le chiavi inserite nel cruscotto.

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Il rifugio nella galleria

«Siamo corsi tutti sotto la galleria per trovare riparo – continua Daniele nel suo drammatico racconto – Abbiamo subito telefonato per rassicurare i nostri cari».
Alle 11 e 44 Daniele chiama a casa, mentre nella galleria arrivano di corsa altre persone con gli abiti inzuppati di pioggia, trasudando di terrore. Il loro cuore batte all’impazzata. «Alcuni avevano pensato ci fosse stato un incidente – aggiunge – Non tutti avevano realizzato la gravità dell’accaduto». Nell’arco di pochi minuti sono poi giunti i soccorritori.  «Saremmo state 300 persone in quella galleria e tra noi è subito scattata la solidarietà- sottolinea l’uomo – E’ stato messo a disposizione un pullman e via via siamo stati evacuati». «Prima sono saliti i bambini e gli anziani – rimarca la moglie – poi gli adulti». Daniele e Giorgia sono tra gli ultimi a prendere la navetta diretta al centro di accoglienza.
Intorno alle 16.30 arrivano al campo dove viene fornita la prima assistenza.