Denuncia scomparsa assegno ma è un raggiro. Condannata per calunnia in Tribunale a Ivrea donna di 42 anni residente all’epoca nel ciriacese: 1 anno e 4 mesi.

Denuncia scomparsa assegno ma è un raggiro

Un curioso processo per calunnia si è concluso nella giornata di ieri, martedì 10 settembre, presso il Tribunale di Ivrea. Sul banco degli imputati una 42enne, all’epoca dei fatti residente nel ciriacese e difesa dall’avvocato Leo Davoli. La vicenda risale agli ultimi mesi del 2013. In difficoltà economica, la donna avrebbe chiesto ad un anziano conoscente, un 79enne residente a Ceres, un prestito di 5mila euro per far ripartire il bar del marito. L’uomo si fida dell’imputata e si accordano sulle modalità di restituzione della somma. Inoltre, a titolo di garanzia, la donna avrebbe lasciato all’uomo un assegno.

La “scomparsa”

Dopo alcuni mesi, però, senza aver saldato completamente il debito, i due fanno perdere le loro tracce e l’anziano resta solo con l’assegno. L’uomo riesce a contattare telefonicamente l’imputata che lo tranquillizza. Nel corso della conversazione, si fa dare anche il numero di matrice dell’assegno. A quel punto, l’imputata si reca dai carabinieri per denunciare la scomparsa dell’assegno. Una scomparsa fittizia, ovviamente, dal momento che si trovava nelle mani del ceresino che riceverà un’amara sorpresa quando tenterà poi di incassarlo per riottenere il suo denaro.

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Le indagini

A quel punto, riceve una denuncia proprio dall’imputata! Gli inquirenti decidono quindi di vederci chiaro e la Procura ha aperto un processo per calunnia nei confronti della donna. L’imputata è stata condannata dal giudice Antonio Borretta del Tribunale di Ivrea alla pena di 1 anno e 4 mesi con sospensione condizionale.