Doloso l’incendio alla sede della Federazione Italiana di calcio balilla: trovata la “diavolina”.

Doloso l’incendio

E’ questa l’inquietante rivelazione del presidente  della Federazione Italia di calcio balilla con sede a Feletto. “Hanno trovato la diavolina. Non c’è più alcun dubbio sulla matrice dolosa dell’incendio che la mattina del 13 novembre ha devastato la sede della Federazione Italiana di Calcio Balilla, a Faletto, Torino”. Questo c’è scritto in un comunicato diramato da Studio3A contenente le dichiarazioni del presidente, Massimo Ragona, che aveva parlato subito di dolo. Del resto, la struttura, dove un tempo si trovava il noto locale-birreria “Lady Hamilton”, in via Gianni Michieletto 82/bis, per fortuna era appena stata chiusa per la stagione invernale (se ci fosse stato qualcuno poteva finire in tragedia), nessun impianto elettrico né elettrodomestico erano collegati: l’eventualità del corto circuito era esclusa in partenza. Ma ora, rivela lo stesso Ragona, si è anche di fronte alla “prova provata”. E inquietante.

Storia inquietante

“Il rogo – spiega il Presidente – si è sviluppato nella zona estiva, sotto un gazebo, all’esterno, e da qui si è propagato all’interno, negli uffici e nel museo a causa dell’esplosione, dovuta a surriscaldamento, della bombola a Gpl contenuta in una stufa a forma di fungo utilizzata per scaldare il dehors. Ed è appunto qui, nel luogo d’innesco, che i vigili del fuoco d’Ivrea hanno successivamente rinvenuto due cubetti di diavolina bianca, evidentemente usata come accelerante, lasciati da chi ha appiccato le fiamme. Probabilmente gli autori non volevano causare tutti questi danni, ma la deflagrazione ha determinato il disastro”.

Quale matrice?

Ma chi può voler male a una realtà che conta oltre diecimila tesserati in tutta Italia, appassionati di un gioco “sano”, e che è molto attiva non solo nell’ambito ludico-sportivo ma anche nel sociale? Nei mesi estivi, oltre a organizzare le finali del campionato nazionale a squadre e individuale e a partecipare agli Europei, da cui è tornata con tre medaglie, la Federazione ha portato avanti anche un tour legato alla disabilità. Ragona ha riferito i suoi sospetti ai carabinieri di Rivarolo Canavese e attende riscontri dalle indagini a tutto campo in corso da parte della Procura dei Ivrea, anche alla luce del fatto che in quei giorni nella zona si sono verificati diversi incendi simili, tanto da far pensare a una banda di piromani. Sul collegamento tra questi episodi, tuttavia, Ragona è molto scettico.

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Ora, ripartire

Adesso però l’obiettivo è di rimettersi in piedi al più presto e anche per questo la Federazione, tramite il consulente personale dott. Giancarlo Bertolone, si è affidata a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini. Ragona e la moglie, infatti, con tanti sacrifici, avevano appena ultimato (i lavori si erano conclusi la sera precedente al fatto e non erano ancora stati acquistati gli arredi) un intervento di ristrutturazione dell’edificio per ricavare una sorta di Bad & Breakfast, un ostello, con quattro camere per ospitare gli atleti, ad esempio in occasione dei corsi tecnici, o i visitatori del museo, anche in ragione del fatto che nelle vicinanze mancano strutture ricettive utilizzabili all’occorrenza.

La conta dei danni

Risarcimento che certo non potrà essere totale, il massimale del contratto è ben al di sotto dell’ammontare dei danni, quantificati in non meno di 250mila euro, ma che sarebbe comunque determinante per poter intanto ricominciare. Non a caso, dalla pagina Facebook della Federazione, che conta 13mila follower, tanti appassionati hanno lanciato una gara di solidarietà per raccogliere fondi per ricostruire al più presto la sede della loro Federazione e sono già state raccolte diverse donazioni.

La storia è salva

Pur nella difficoltà di questi momenti, inoltre, c’è un’altra notizia confortante: contrariamente a quanto si temeva, Ragona, la moglie, il figlio e alcuni amici sono riusciti a salvare gran parte del museo. “Per quanto affumicati, abbiamo recuperato tutti i “tavoli storici” dei calcio balilla – conclude il Presidente – Purtroppo, sono andati in cenere tutti gli articoli di giornale dal 1995 a oggi, un quarto di secolo della Federazione, ma in compenso siamo riusciti a recuperare e a riordinare tutti quanti i video, conservando dunque la nostra storia. Abbiamo dedicato la vita a questo sport, per noi quest’attività è tutto. Vedere questa distribuzione è una sofferenza. Non vediamo l’ora di avere i mezzi per ripartire, più forti di prima”.