Embraco Ventures: un nuovo atto della vicenda che contrappone i lavoratori dell’ex stabilimento Embraco e i vertici aziendali.

Embraco Ventures, ancora proteste

Risale alla mattinata di oggi, 15 ottobre 2019, l’ultimo atto in ordine di tempo del braccio di ferro tra i lavoratori dell’ex Embraco di Chieri e la nuova dirigenza che ha acquisito l’azienda di Riva di Chieri balzata agli onori delle cronache nazionali per la pesante crisi aziendale che ha investito uno dei più importanti siti di produzione della provincia di Torino.

Il comunicato dei sindacati

E’ datato 15 ottobre l’ultima nota delle rappresentanze sindacali dell’azienda, con tanto di comunicato firmato dalle Rsu Fiom – Uilm.

“Noi Rsu assieme a tutti i lavoratori, oggi abbiamo voluto un incontro con la proprietà per sapere il motivo per cui non abbiamo ancora cominciato a produrre, e perché non ci hanno ancora mostrato i prototipi come promesso”.

Il braccio di ferro è dimostrato, ancora, dal passaggio successivo del comunicato che punta il dito contro la proprietà.

“Dapprima la proprietà – nella persona del signor Nino Di Bari, spiega la nota – ha risposto Non ho tempo di parlare con i lavoratori perché io devo lavorare. Alle nostre proteste davanti il suo ufficio, e alla dichiarazione di sciopero il signor Ronan Goldstein ha rifiutato l’incontro, dicendoci che avrebbe parlato solo al MiSE” (il Ministero per lo Sviluppo Economico, il cui intervento è invocato da più parti dall’inizio della vicenda).

“Abbiamo continuano a manifestare le nostre richieste, spingendo Goldstein a un dibattito con noi lavoratori. Lui ha cercato nuovamente di propinarci future prospettive, ma capendo che le sue risposte non ci convincevano, essendo le stesse dei mesi passati, ci ha liquidati in modo ironico e salutandoci tornava nel suo ufficio tra le proteste dei lavoratori”.

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embraco ventures
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Il caso continua

Già nei giorni scorsi i lavoratori avevano affisso un cartellocontro la nuova proprietà “Ventures”, la stessa che nei mesi scorsi aveva deciso di rilevare lo stabilimento per salvare i posti di lavoro e mantenere la produzione.

“Da lì a poco la proprietà scappava in macchina” – continua la nota dei sindacati -. “Anche oggi con il loro comportamento i proprietari hanno dimostrato di non avere più argomenti, per cui noi lavoratori ci aspettiamo che, al più presto, si possa mettere la parola fine a una vicenda che ci ha portato a essere sopraffatti da ansie e preoccupazioni, e tentare di avviare una soluzione per la reindustrializzazione del nostro sito aziendale”.

Un corteo anche a SanRemo

La vicenda Embraco, ancora, è stata oggetto dell’attenzione del Ministero dello Sviluppo Economico e delle Istituzioni regionali nel corso degli ultimi mesi. Anche nel corso della precedente legislatura locale (come a Settimo) e nazionale. Non sono infatti mancate le  occasioni di incontro con le Amministrazioni locali, regionali e nazionali. Tanto che, proprio i lavoratori dell’Embraco, avevano persino scelto di scendere in piazza e manifestare “in trasferta” anche in occasione del Festival di SanRemo.

 

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