Emergenza cinghiali, Ricca scrive alla Appendino.

Emergenza cinghiali

Sull’emergenza cinghiali nell’Eporediese, il sindaco di Bollengo, Luigi Sergio Ricca ha scritto a Chiara Appendino. “Chiedo pertanto di affrontare il problema sia sul piano legislativo, per quanto riguarda la Regione, sia sul piano operativo per la Città Metropolitana. Se quella della distruzione dei campi è purtroppo immagine consueta da qualche tempo a questa parte anche nelle zone basse del paese, fin quasi ai confini dell’abitato, la passeggiata notturna in una via illuminata è per noi una novità, che per fortuna non si è trasformata, come è avvenuto purtroppo in altre parti, in tragedia con l’investimento dell’animale da parte di qualche auto ed il rischio di pesanti conseguenze per i passeggeri.

Le immagini choc

Alla lettera Ricca ha anche allegato  due immagini: una quella di un cinghiale che cammina indisturbato nel concentrico di Bollengo, in via Burolo, alle 23 ca di qualche giorno fa; l’altra quella di un campo di mais distrutto da una incursione dei cinghiali all’inizio della zona collinare del paese. “Da 30 anni a questa parte la presenza dei cinghiali nei nostri territori rappresenta una piaga per i raccolti ed un pericolo per l’incolumità umana: tutti i tentativi di mettere in atto azioni di contenimento della presenza di una specie che solo all’inizio degli anni ottanta era praticamente inesistente nelle nostre zone e che ora è padrona quasi assoluta di certe aree, per di più non contrastata perchè l’unico animale oggettivamente in grado di contrastarla è l’uomo, non hanno raggiunto, per tanti motivi, risultati soddisfacenti – prosegue nella lettera – So che le vostre Istituzioni hanno attuato nel tempo iniziative anche lodevoli per contrastare il fenomeno, spesso frenate nella loro azione, oltre che da atteggiamenti che poco hanno a che vedere con l’ambientalismo pragmatico e realista, tecnico e scientifico, anche da atteggiamenti ambigui del mondo venatorio, a volte in parte “protettivo” della presenza del cinghiale sul territorio.

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Troppi i danni

Ricca conclude: “Ora però il fenomeno ha assunto, negli anni recenti, dimensioni veramente preoccupanti. Non si può più tergiversare: bisogna che si potenzi il personale specializzato e si pianifichino abbattimenti di specie in soprannumero e pericolose, naturalmente rigorosamente controllati. So che avete molte questioni importanti da affrontare, ma   invito a non sottovalutare la dimensione di pericolosità per le persone e anche di rischio ambientale oltre ai danni alle coltivazioni agricole che la esorbitante presenza dei cinghiali sul territorio sta assumendo”.